Woolrich dopo l’acquisizione da parte di BasicNet: oltre 100 trasferimenti

Woolrich dopo l'acquisizione da parte di BasicNet: oltre 100 trasferimenti© Shutterstock

Woolrich, brand leader nel settore dell’abbigliamento invernale acquisito a novembre dalla torinese BasicNet, ha annunciato un piano di trasferimenti di oltre 100 unità verso la sede di Torino, che dovrebbe avere termine a marzo del 2026. A essere interessati sono i dipendenti di Bologna e Milano. Nello specifico sono coinvolti 109 lavoratori bolognesi e 30 milanesi.

I sindacati, però, lanciano un allarme. Si tratterebbe di “licenziamenti mascherati da trasferimenti”. Infatti, chi si rifiuta diventa automaticamente dimissionario e perde anche la possibilità di godere dell’indennità della disoccupazione. Si tratterebbe, quindi, di una scelta obbligata, se non si vuole perdere il lavoro.

Una crisi che colpisce l’intero settore della moda

Il settore della moda continua ad affrontare un periodo di crisi. Dopo le vertenze di La Perla e Yoox, infatti, nel mirino finisce Woolrich, appena acquisito da BasicNet. Il gruppo torinese comprende i marchi Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Sebago e Briko. Inoltre ha in programma di rilevare anche Sundek.

L’accordo per Woolrich, siglato nelle scorse settimane con il fondo d’investimento L-Gam, prevede l’acquisizione del marchio per l’Europa e del 100% di Woolrich Europe, la società con sede a Bologna che gestisce distribuzione e retail del brand nel Vecchio Continente. In ballo, quindi, ci sono le sorti di 229 dipendenti in totale. Si tratta di nove dirigenti, 22 quadri e 198 impiegati. Non vengono coinvolti, invece, i 90 addetti dei negozi. Le intenzioni della nuova proprietà è di trasferire tutti gli altri nella sede centrale di Torino.

“Fermatevi. La notizia del trasferimento di 139 lavoratrici e lavoratori di Woolrich ci stupisce e non la comprendiamo, se non nell’ottica di un’operazione che, nei fatti, mira a chiudere la sede di Bologna di uno storico marchio del territorio – ha tuonato Matteo Lepore, sindaco di Bologna. “Per noi la permanenza dell’azienda a Bologna è fondamentale, sia per la salvaguardia dei posti di lavoro, sia per il legame che il marchio ha con il territorio. Come istituzioni locali siamo a disposizione delle lavoratrici, dei lavoratori, e delle organizzazioni sindacali per attivare canali di mediazione sulla vicenda”.

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