Via libera dell’Ue all’intesa con il Mercosur

Via libera dell’Ue all’intesa con il Mercosur: un passo storico nel commercio mondiale© Shutterstock

La maggioranza degli ambasciatori dei Paesi membri dell’Ue ha dato il via libera formale alla firma dell’intesa di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Il voto, espresso nel corso della riunione dei rappresentanti permanenti presso il Coreper a Bruxelles, rappresenta un passaggio cruciale per conclusione di uno dei negoziati commerciali più lunghi e discussi degli ultimi decenni.

L’accordo, raggiunta con una maggioranza qualificata di Stati membri, permetterà di eliminare molti dazi sui prodotti scambiati tra Unione e Mercosur, favorendo un ampliamento significativo delle relazioni commerciali tra due aree economiche (che insieme contano oltre 700 milioni di consumatori. Nonostante il sostegno della maggioranza, cinque Paesi hanno votato contro (Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda) e il Belgio si è astenuto, evidenziando fratture interne soprattutto su temi agricoli e ambientali.

I dettagli dell’accordo e il commento di Meloni

La premier Giorgia Meloni ha commentato il via libera dell’Ue all’intesa, sottolineando di non avere “preclusioni ideologiche” verso il Mercosur, ma di aver posto condizioni per ottenere garanzie a tutela degli agricoltori europei. Secondo le autorità italiane, infatti, l’accordo include misure per mitigare i potenziali impatti sui mercati agricoli e proteggere le filiere locali, grazie anche al supporto di fondi e controlli più stringenti alle frontiere.

Il trattato, frutto di oltre 25 anni di negoziati, è visto dai sostenitori come un’opportunità per aumentare le esportazioni europee in Sud America, specialmente nei settori di macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, oltre a rafforzare l’accesso a materie prime strategiche. Tuttavia, l’accordo non è privo di critiche. Le organizzazioni agricole e ambientaliste temono che l’apertura del mercato possa mettere sotto pressione i produttori europei e incentivare pratiche commerciali meno sostenibili.

L’ok degli ambasciatori dell’Unione europea costituisce un passo fondamentale, ma il processo di ratifica prevede ancora l’approvazione formale da parte dei ministri degli Stati membri e del Parlamento Europeo, prima della firma definitiva che è prevista nei prossimi giorni. Se confermato, segnerebbe una delle più importanti svolte nella politica commerciale europea degli ultimi anni.

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