L’Ue si prepara a intervenire sul sistema Ets per contrastare l’eccessiva volatilità dei prezzi del carbonio, un elemento sempre più centrale nelle politiche climatiche e industriali. La Commissione starebbe valutando modifiche alla cosiddetta “riserva di stabilità del mercato”, uno strumento chiave per regolare l’offerta di quote di emissione.
L’obiettivo è evitare oscillazioni troppo marcate nei prezzi della CO₂, che rischiano di creare incertezza per imprese e investitori. Tra le ipotesi allo studio c’è la possibilità di sospendere temporaneamente la cancellazione automatica delle quote in eccesso, così da aumentare il numero di permessi disponibili nei momenti di forte aumento dei prezzi.
Cosa sono gli Ets
Gli Ets – acronimo che sta per Emissions trading system – rappresentano il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di gas serra. Si tratta del principale strumento dell’Ue per ridurre l’inquinamento e contrastare i cambiamenti climatici.
Il meccanismo si basa sul principio del “cap and trade”. In pratica, l’Unione stabilisce un tetto massimo alle emissioni complessive consentite per determinati settori industriali. Questo limite viene suddiviso in quote, ciascuna delle quali rappresenta il diritto a emettere una certa quantità di anidride carbonica.
Le aziende devono possedere un numero di quote pari alle emissioni prodotte. Se emettono meno, possono vendere le quote in eccesso; se emettono di più, devono acquistarne altre sul mercato. In questo modo si crea un prezzo per il carbonio e si incentiva la riduzione delle emissioni, premiando le imprese più efficienti.
Perché l’Ue vuole intervenire sugli Ets
Negli ultimi anni, il mercato delle quote di emissione ha mostrato forti oscillazioni. Questa volatilità può rendere difficile pianificare investimenti industriali e strategie energetiche, soprattutto in un contesto già segnato da tensioni geopolitiche e rincari energetici.
Per questo Bruxelles sta lavorando a un aggiustamento del sistema, con l’obiettivo di renderlo più stabile e prevedibile. Le modifiche riguarderebbero in particolare la gestione della riserva di stabilità, che serve proprio a bilanciare domanda e offerta di quote sul mercato.
Introdotto nel 2005, l’Ets copre oggi circa il 40% delle emissioni dell’Unione europea ed è considerato uno dei più grandi mercati del carbonio al mondo. Il sistema ha contribuito in modo significativo alla riduzione delle emissioni, ma resta oggetto di continui aggiustamenti per migliorare la sua efficacia e limitare effetti collaterali come l’instabilità dei prezzi.
Le possibili modifiche in arrivo confermano quindi una tendenza chiara. Questo resta uno strumento centrale, ma deve evolversi per adattarsi a un contesto economico e geopolitico sempre più complesso.
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La presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen© Dati Bendo/European Union, 2026




