Trump rilancia i dazi dopo lo stop della Corte. L’Ue congela l’intesa

Il presidente attacca i giudici e annuncia una nuova tariffa globale del 10%. Bruxelles rinvia la ratifica e chiede certezze giuridiche

Trump rilancia i dazi dopo lo stop della Corte. L’Ue congela l’intesa© Photo by Aaron Schwartz/Getty Images

La risposta di Donald Trump alla bocciatura della Corte Suprema rappresenta un contrattacco. Poche ore dopo il verdetto che ha dichiarato illegittimi i dazi imposti con la legge d’emergenza del 1977, il presidente ha annunciato nuove misure tariffarie e attaccato duramente i giudici, accusandoli di essere «una vergogna» e di non avere «il coraggio» di difendere gli Stati Uniti.

Il piano B di Trump

Per aggirare lo stop alla Ieepa, Trump ha annunciato l’introduzione immediata di un dazio globale del 10%, questa volta facendo leva sulla Section 122 del Trade Act del 1974. La norma consente al presidente di imporre tariffe fino al 15% per un periodo limitato, in presenza di squilibri nella bilancia commerciale.

Non solo. Il presidente Usa ha parlato di «grandi e potenti alternative» e di nuove indagini che potrebbero aprire la strada ad altre tariffe attraverso strumenti come la Section 301 o il Trade Expansion Act. Strade più complesse e con vincoli procedurali maggiori, che in prospettiva richiedono un coinvolgimento del Congresso.

Trump ha anche lasciato intendere di non voler facilitare eventuali rimborsi dei dazi già incassati, nonostante le stime parlino di oltre 130 miliardi di dollari raccolti. Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, una parte consistente di queste risorse è già stata utilizzata, ad esempio per compensare gli agricoltori colpiti dal calo delle esportazioni.

L’Europa prende tempo e chiede chiarezza

Se a Washington si alzano i toni, a Bruxelles prevale la cautela. L’Unione europea (Ue) ha deciso di rinviare la ratifica dell’accordo commerciale raggiunto con gli Stati Uniti la scorsa estate, che prevede un livello tariffario al 15% su diversi prodotti.

La Commissione Ue ha chiesto «piena chiarezza» sulle misure che l’amministrazione intende adottare dopo la sentenza, sottolineando che «un accordo è un accordo» e che le imprese europee devono poter contare su prevedibilità e certezza del diritto.

Sul tavolo resta anche la lista di controdazi europei su 93 miliardi di prodotti, congelata dopo l’intesa di luglio. Per il momento non è stata riattivata, ma il rinvio del voto è un segnale politico chiaro.

Una partita ancora aperta

La sentenza della Corte Suprema ha ridimensionato uno dei pilastri della strategia trumpiana, ma non ha chiuso la fase di incertezza. Il presidente punta a dimostrare che la leva tariffaria resta centrale nella sua politica economica e negoziale, mentre l’Europa chiede stabilità e rispetto degli impegni.

Nei prossimi mesi, il confronto si giocherà su tre livelli: la tenuta giuridica delle nuove misure, il passaggio eventuale dal Congresso e la capacità di evitare una nuova escalation commerciale tra le due sponde dell’Atlantico.

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