The Italian Sea Group (Tisg) prova a rafforzare la propria struttura finanziaria dopo un 2025 chiuso con risultati fortemente negativi. Il Consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea del 30 settembre una delega per aumentare il capitale fino a 140 milioni di euro.
Il Gruppo attivo nella nautica di lusso segnala che restano “significative incertezze” sulla continuità aziendale, legate anche alla riuscita delle iniziative previste dal piano di risanamento. Gli amministratori ritengono comunque ragionevole la prosecuzione dell’attività per almeno dodici mesi.
The Italian Sea Group prepara il piano di risanamento
Il progetto per uscire dalla crisi è ancora in fase di definizione e non consente, al momento, valutazioni definitive su contenuti, tempi e capacità di raggiungere gli obiettivi. Oltre all’aumento di capitale, il Cda chiederà la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi fino a 150 milioni di euro, anche attraverso la conversione di crediti verso la società. La tensione finanziaria emerge anche dalla liquidità, scesa nel 2025 da 60,3 a 17,4 milioni di euro. I finanziamenti a medio-lungo termine sono stati riclassificati tra le passività correnti dopo il mancato rispetto dei parametri finanziari, l’interruzione dei rimborsi e la richiesta alle banche di una moratoria.
Sul percorso pesa anche il recente provvedimento del Tribunale di Firenze, che ha revocato alcune misure cautelari nei confronti di armatori e garanti, confermando invece una tutela modificata per i fornitori strategici delle commesse da completare. La società ha precisato che le linee del piano di ristrutturazione restano invariate. Il Tribunale ha inoltre respinto la richiesta di sospendere i contratti di costruzione in corso, lasciando invariati obblighi e rimedi delle parti. La società sta valutando gli effetti del provvedimento sul portafoglio ordini e sulla definizione del piano economico-finanziario.
I numeri del 2025 fotografano il deterioramento dei conti. I ricavi sono scesi del 27% a 295,1 milioni, mentre la perdita netta ha raggiunto 170,9 milioni, contro un utile di 33,9 milioni nell’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta è negativa per 129,6 milioni e il portafoglio ordini si è ridotto a 1,03 miliardi. La società collega i risultati agli extra costi sulle commesse, attribuiti in parte a inefficienze operative e in parte a comportamenti impropri di manager usciti dall’azienda.
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Un Admiral Panorama varato recentemente a Marina di Massa (Lu)© Tisg




