Le recenti tensioni politiche tra Usa e Italia rischiano di produrre effetti che vanno ben oltre la diplomazia: a preoccupare imprese e analisti sono soprattutto le possibili ricadute sui rapporti commerciali tra i due Paesi, in un momento in cui gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati più importanti per il Made in Italy.
Nel 2025 l’export italiano verso gli Usa ha sfiorato i 70 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto alle importazioni provenienti dagli Stati Uniti, ferme a 35,4 miliardi. Il saldo commerciale positivo supera quindi i 34 miliardi di euro e conferma il ruolo strategico del mercato americano per molte aziende italiane.
I settori più esposti
Tra i comparti più esposti alle tensioni fra Usa e Italia figurano quello farmaceutico, che da sola vale circa 14 miliardi di euro di esportazioni, seguita dai macchinari industriali e dalle produzioni ad alto valore aggiunto che rappresentano una parte significativa del successo del Made in Italy negli Usa. Eventuali irrigidimenti commerciali o nuove misure protezionistiche potrebbero incidere direttamente sulla competitività delle imprese esportatrici.
Il tema dei dazi continua infatti a essere centrale. Secondo una recente analisi di Confartigianato, le tariffe commerciali introdotte da Washington hanno già comportato per le piccole e medie imprese italiane una perdita stimata di 5,3 milioni di euro al giorno in mancate esportazioni verso gli Stati Uniti tra agosto 2025 e marzo 2026.
Le conseguenze delle tensioni
Le possibili conseguenze non riguardano però soltanto l’export. Negli ultimi anni l’Italia ha rafforzato le importazioni energetiche dagli Usa, in particolare di gas naturale liquefatto, diventato fondamentale per diversificare le forniture dopo la crisi energetica europea. Un deterioramento dei rapporti potrebbe quindi avere effetti anche sui costi energetici e sulla sicurezza degli approvvigionamenti.
Un altro fronte delicato riguarda il petrolio e gli investimenti italiani all’estero. Le dinamiche geopolitiche in aree strategiche come Libia e Venezuela potrebbero influenzare gli interessi delle aziende italiane attive nel settore energetico, aumentando l’incertezza per operatori e investitori.
Nonostante le criticità, gli Stati Uniti restano un mercato imprescindibile per molte imprese italiane. Per questo motivo il dialogo economico tra Roma e Washington sarà determinante nei prossimi mesi per evitare che le tensioni politiche si trasformino in un ostacolo concreto alla crescita del commercio e degli investimenti bilaterali.
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