Temu multata dall’Ue: sanzione da 200 milioni

Bruxelles accusa la piattaforma cinese di controlli insufficienti sui prodotti illegali venduti online e chiede un piano di adeguamento entro agosto

Temu multata dall’Ue: sanzione da 200 milioni© Shutterstock

La Commissione Europea ha inflitto una multa da 200 milioni di euro a Temu, la piattaforma cinese di e-commerce low cost, accusata di non aver contrastato in modo adeguato la vendita di prodotti illegali online. La sanzione rientra nell’applicazione del Digital Services Act, il regolamento comunitario che impone obblighi più severi alle grandi piattaforme digitali per garantire sicurezza, trasparenza e tutela dei consumatori.

Secondo Bruxelles, l’azienda non avrebbe identificato e valutato correttamente i rischi sistemici legati alla presenza di articoli non conformi all’interno del marketplace. L’indagine avrebbe evidenziato carenze nei controlli sui venditori e insufficiente prevenzione nella diffusione di prodotti potenzialmente pericolosi o illegali, inclusi giocattoli e dispositivi elettronici non conformi agli standard europei.

La procedura contro Temu era stata avviata nel 2024, quando la Commissione europea aveva espresso dubbi sulla capacità della piattaforma di rispettare gli obblighi previsti dal Dsa. In particolare, Bruxelles contestava analisi dei rischi considerate “generiche” e sistemi di controllo ritenuti insufficienti rispetto all’enorme volume di prodotti commercializzati ogni giorno.

La società, controllata dal gruppo cinese Pdd Holdings, ha definito la sanzione sproporzionata e ha annunciato la volontà di collaborare con le autorità europee. Temu sostiene di aver già rafforzato i processi di verifica dei venditori e di monitoraggio dei contenuti, ma la Commissione ritiene che le misure adottate finora non siano sufficienti.

L’Unione europea considera il caso Temu un passaggio chiave nella regolamentazione delle grandi piattaforme digitali. Il Dsa, entrato pienamente in vigore per i grandi operatori online, punta infatti a limitare la diffusione di merci contraffatte, contenuti illegali e pratiche commerciali scorrette nel mercato unico europeo.

La piattaforma dovrà ora presentare entro agosto un piano dettagliato di adeguamento alle richieste dell’Ue. In caso di ulteriori violazioni, Bruxelles potrebbe imporre nuove sanzioni o misure ancora più restrittive.

La posizione di Temu

In seguito al provvedimento della Commissione Ue, è arrivata la presa di posizione dell’azienda cinese che, seppur rispettando gli obiettivi del Digital Services Act (Dsa) e la “necessità di norme chiare e coerenti in tutto il comparto dell’economia digitale”, non condivide la decisione e ritiene la sanzione “non proporzionata“*. Secondo la società, “la decisione si riferisce alla nostra prima valutazione ai sensi del Dsa nel 2024 e non riflette lo stato attuale dei nostri sistemi”.

Temu, si precisa in una nota “ha collaborato in modo costruttivo con la Commissione durante l’intero processo e da allora ha adottato ulteriori misure per rafforzare la valutazione dei rischi, la governance della piattaforma e la protezione degli utenti. Continueremo a collaborare in buona fede con le autorità di regolamentazione e a lavorare per creare un marketplace che serva in modo responsabile i consumatori, le imprese e le comunità. Stiamo esaminando attentamente la decisione e valutando ogni opzione disponibile”.


* Articolo aggiornato il 29 maggio 2026 alle ore 9.39

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