Superbonus 110%, il costo per l’Italia supera i 170 miliardi

La misura ha sostenuto edilizia, Pil e occupazione, ma pesa sui conti pubblici e continua a dividere politica ed economisti

Superbonus 110%, il costo per l'Italia supera i 170 miliardi© Shutterstock

Il Superbonus 110% continua a dividere economisti, politica e istituzioni. Nato nel 2020 con l’obiettivo di rilanciare l’edilizia e accelerare la riqualificazione energetica degli edifici, il provvedimento ha generato effetti significativi sull’economia italiana, ma anche un costo enorme per i conti pubblici. La misura avrebbe ormai superato i 170 miliardi di euro di spesa complessiva, una cifra circa quattro volte superiore rispetto alle stime iniziali del Governo.

Il provvedimento prevedeva una detrazione fiscale del 110% per lavori di efficientamento energetico e miglioramento antisismico degli immobili, con la possibilità di cessione del credito e sconto in fattura. Questi strumenti hanno favorito una rapida diffusione della misura, alimentando però anche forti criticità sul piano finanziario.

Il bilancio complessivo

Nonostante i costi elevati, gli effetti economici positivi sono stati rilevanti. Secondo diverse analisi di Nomisma e Bankitalia, il Superbonus 110% ha contribuito alla crescita del Pil, sostenendo il settore delle costruzioni e creando centinaia di migliaia di posti di lavoro tra edilizia, impiantistica e comparti collegati. Ha inoltre aumentato il valore degli immobili riqualificati e migliorato l’efficienza energetica di molte abitazioni italiane.

Nel periodo di massima espansione, il comparto edilizio è diventato uno dei principali motori della crescita italiana post-pandemia. Tuttavia, l’impatto sui conti pubblici si è rivelato molto pesante. La Corte dei Conti e il Ministero dell’Economia hanno più volte evidenziato il rischio di squilibri per la finanza statale, soprattutto a causa della crescita incontrollata dei crediti fiscali maturati.

Un altro effetto collaterale è stato l’aumento dei prezzi nel settore delle costruzioni. L’elevata domanda di materiali e manodopera ha provocato rincari significativi, contribuendo anche alla crescita dell’inflazione nel comparto immobiliare. Parallelamente, il sistema della cessione dei crediti ha generato problemi di liquidità per molte imprese quando le banche hanno progressivamente ridotto l’acquisto dei bonus fiscali.

Oggi il Superbonus è stato fortemente ridimensionato rispetto alla versione originaria. Restano però aperti il dibattito politico e quello economico: per alcuni la misura ha rappresentato un potente strumento anticiclico capace di sostenere crescita e occupazione; per altri, invece, uno degli interventi più costosi e meno sostenibili nella storia recente della finanza pubblica italiana.

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