Stellantis accelera sulla strategia elettrica e guarda alla Cina per ridurre i costi e i tempi di sviluppo. Il gruppo automobilistico starebbe lavorando a una nuova Opel elettrica in collaborazione con Leapmotor, con produzione prevista nello stabilimento di Saragozza, in Spagna.
Il progetto, ancora in fase di definizione, prevede lo sviluppo di un SUV elettrico basato su tecnologia della casa cinese. Si tratta di un’azienda di Hangzhou specializzata in veicoli elettrici e partecipata da Stellantis con circa il 20%. L’obiettivo è sfruttare piattaforme e componenti già sviluppati in Cina per accelerare il lancio di nuovi modelli e contenere i costi, in un contesto europeo sempre più competitivo.
Il piano di Stellantis in collaborazione con Leapmotor
Secondo indiscrezioni, la nuova Opel elettrica potrebbe condividere l’architettura con il Suv compatto B10 di Leapmotor e arrivare sul mercato entro il 2028, con una produzione stimata intorno alle 50 mila unità annue. Verrebbe localizzata a Saragozza, uno degli hub industriali chiave del gruppo in Europa, già al centro di investimenti legati all’elettrificazione.
La collaborazione rientra in una strategia più ampia. Stellantis punta a rafforzare la propria presenza nel segmento delle auto elettriche a prezzi accessibili, contrastando l’avanzata dei costruttori cinesi nel mercato europeo. L’integrazione della tecnologia Leapmotor consentirebbe di abbreviare i tempi di sviluppo e migliorare la competitività dei modelli, soprattutto nei segmenti più sensibili al prezzo.
Allo stesso tempo, Opel manterrebbe un ruolo centrale nel design e nell’adattamento del veicolo ai gusti europei, mentre una parte significativa dello sviluppo tecnologico resterebbe in Cina. Questo equilibrio tra progettazione europea e ingegneria asiatica rappresenta uno dei pilastri della nuova strategia industriale del gruppo.
Il progetto evidenzia anche un cambio di approccio: dopo aver rivisto al ribasso alcune ambizioni sull’elettrico, Stellantis sembra ora puntare su partnership mirate per ottimizzare risorse e investimenti. Se confermata, la nuova Opel elettrica “ibrida” tra Europa e Cina potrebbe diventare un modello chiave per il futuro del gruppo, segnando un passo decisivo nella ridefinizione degli equilibri globali dell’industria automobilistica.
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