Stellantis conferma: nessuna vendita per Cassino e Maserati

L’a.d. Antonio Filosa annuncia nuove partnership industriali, oltre 1 miliardo per Atessa e chiede interventi su costo dell’energia e flessibilità organizzativa, guardando al modello spagnolo

Stellantis conferma: nessuna vendita per Cassino e MaseratiLo stabilimento Stellantis di Cassino (Fr)

Dopo il confronto con i sindacati dei giorni scorsi, in audizione parlamentare il Ceo del Gruppo Stellantis, Antonio Filosa, ha fornito ulteriori dettagli sui programmi industriali, soffermandosi soprattutto sui dossier più delicati, a partire da Cassino (Fr) e Maserati.

Il messaggio più netto riguarda proprio il futuro dei due asset: «Cassino e Maserati non sono in vendita», ha assicurato Filosa davanti alle Commissioni Attività produttive di Camera e Senato. Una dichiarazione che punta a rassicurare lavoratori e filiera in una fase caratterizzata da interrogativi sulle prospettive produttive dei due siti.

Cassino e Maserati al centro delle future partnership

Se non ci saranno cessioni, il futuro passerà però attraverso nuove collaborazioni industriali. Filosa ha spiegato che Stellantis sta lavorando a un modello di partnership che coinvolgerà Modena e Cassino nell’ambito del rilancio di Maserati. L’obiettivo è individuare un partner con cui sviluppare progetti comuni mantenendo però il controllo industriale dell’iniziativa.

Secondo quanto illustrato dal manager, il modello ricalcherà quello già adottato in altre operazioni internazionali del Gruppo, con Stellantis al 51% e il partner al 49%. Le collaborazioni riguarderanno distribuzione delle vetture, utilizzo degli impianti produttivi, sviluppo tecnologico ed espansione delle filiere locali. Filosa ha inoltre dichiarato di sperare di poter presentare novità significative su Cassino prima della fine dell’anno.

Un miliardo per Atessa e nuovi modelli in arrivo

Tra gli annunci emersi durante l’audizione spicca l’investimento di oltre 1 miliardo di euro destinato ad Atessa nei prossimi cinque anni. Lo stabilimento, già punto di riferimento europeo per i veicoli commerciali, continuerà a essere uno degli assi portanti della presenza industriale del gruppo in Italia.

Indicazioni sono arrivate anche su Pomigliano, dove il programma dedicato alle future e-car potrebbe ampliarsi. Filosa ha confermato l’obiettivo di realizzare almeno due modelli, aggiungendo di auspicare l’arrivo di un terzo veicolo. Per Mirafiori, invece, il manager ha indicato l’arrivo della nuova 500 multienergy nel 2030, proposta in diverse configurazioni per rafforzare i volumi produttivi del sito torinese.

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Il nodo energia e la richiesta al governo

Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata alla competitività industriale. Filosa ha evidenziato il peso del costo dell’energia in Italia, definendolo un problema che richiede risposte rapide. Nel primo trimestre dell’anno, ha spiegato, Stellantis ha sostenuto un costo medio di 205 euro per megawattora in Italia, contro i 100 euro registrati in Francia e i 90 euro in Spagna. Una differenza che, secondo il Ceo, incide sia sull’azienda sia sull’intera catena dei fornitori. Accanto al tema energetico, il manager ha richiamato la necessità di introdurre strumenti di maggiore flessibilità organizzativa, indicando come riferimento il modello spagnolo.

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