Stellantis chiude il 2025 con perdite record per oltre 22 miliardi

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Il Gruppo automobilistico Stellantis ha chiuso l’esercizio 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro. È una cifra senza precedenti nella storia recente dell’azienda e il primo risultato annuale in rosso da quando è stata costituita nel 2021 tramite la fusione tra Fiat-Chrysler e Psa Group.

Il dato emerge dai risultati ufficiali pubblicati dal gruppo guidato dall’amministratore delegato Antonio Filosa. Ha spiegato come la perdita sia stata generata da 25,4 miliardi di oneri straordinari legati a un profondo reset strategico dell’azienda. Tale revisione dei piani produttivi e commerciali è finalizzata a rimettere “le preferenze dei clienti e la libertà di scelta” al centro dell’offerta, dopo un’eccessiva scommessa sulla rapidità della transizione verso i veicoli elettrici.

La reazione dei sindacati

I ricavi netti del gruppo si sono attestati a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, con un margine operativo adjusted negativo e un flusso di cassa industriale ancora in rosso. Nonostante ciò, Stellantis ha evidenziato segnali di miglioramento nella seconda metà del 2025, con una crescita nei volumi venduti e nella generazione di entrate, soprattutto in Nord America.

La notizia delle perdite record ha suscitato forte preoccupazione tra le organizzazioni sindacali italiane ed europee. I sindacati temono che le conseguenze del pesante bilancio in rosso possano tradursi in tagli alla produzione, riduzione dell’occupazione e pressione sulle condizioni di lavoro nei principali stabilimenti europei.

Le sigle hanno chiesto maggiore trasparenza sulle strategie future dell’azienda, sollecitando un confronto con la dirigenza per evitare esuberi e tutelare i livelli occupazionali. In diverse fabbriche del settore auto si registra già un clima di incertezza, con lavoratori preoccupati per le prospettive industriali.

Il contesto industriale dell’automotive

Il bilancio negativo di Stellantis si inserisce in un quadro più ampio di ristrutturazione dell’industria automobilistica globale, alle prese con costi elevati di elettrificazione, cambiamenti nelle normative ambientali e la necessità di bilanciare investimenti in nuove tecnologie con la redditività.

Analisti di mercato sottolineano che la mossa di ridimensionare alcuni piani EV, pur costosa nel breve periodo, potrebbe aiutare l’azienda a sviluppare un’offerta di prodotti più in linea con la domanda reale. Filosa ha comunque ribadito l’impegno del gruppo a riportare nel 2026 crescita dei ricavi e un ritorno alla profittabilità, facendo leva su nuovi modelli, investimenti mirati e una gestione più attenta dei margini.

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