Stellantis punta sull’Italia con un piano da 5 miliardi di euro destinato a ricerca, sviluppo e innovazione entro il 2030. L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro tra il responsabile Europa Emanuele Cappellano e le organizzazioni sindacali, convocato per illustrare le ricadute nazionali del nuovo piano industriale del gruppo. Le risorse saranno indirizzate allo sviluppo di nuove piattaforme, motorizzazioni, applicazioni di intelligenza artificiale e tecnologie legate alla transizione industriale.
Cappellano ha ribadito che l’Italia continuerà ad avere un ruolo centrale nella strategia del gruppo e che ogni stabilimento avrà una missione produttiva definita. Secondo il piano, Mirafiori e Pomigliano saranno i poli delle auto compatte, Melfi, Cassino e Modena si concentreranno sui modelli di fascia medio-alta e lusso, mentre Atessa resterà il riferimento per i veicoli commerciali.
L’investimento si inserisce nel più ampio percorso industriale avviato dal Gruppo e comprende anche il rafforzamento delle attività di ricerca e sviluppo. Nel biennio tra il 2025 e il 2026 sono stati inseriti in azienda circa 300 nuovi ingegneri, mentre sono state confermate ulteriori assunzioni nel corso dell’anno.
Tra i progetti indicati figurano lo sviluppo della nuova generazione di veicoli commerciali ad Atessa, il nuovo modello Maserati Grecale e la futura Alfa Romeo C-Suv prevista a Melfi. A Pomigliano è inoltre confermato il ruolo di riferimento per le vetture elettriche compatte.
La reazione dei sindacati
Nonostante l’accoglienza positiva riservata al piano, le organizzazioni sindacali continuano a chiedere indicazioni più precise sul futuro di alcuni stabilimenti. Il caso più delicato resta quello di Cassino, dove i livelli produttivi restano molto bassi e il ricorso agli ammortizzatori sociali continua a pesare sul sito. Le prospettive dello stabilimento sono strettamente legate alle future decisioni sui marchi Maserati e Alfa Romeo, con ulteriori dettagli attesi entro la fine dell’anno.
Anche Mirafiori e Termoli restano osservati speciali. I sindacati sollecitano nuovi modelli e maggiori garanzie industriali per sostenere la produzione e l’occupazione, mentre continua il confronto sul futuro delle attività legate ai motori e alle batterie.
Dal confronto è arrivata la conferma che nessuno stabilimento italiano sarà chiuso e che l’azienda punta a una crescita dei volumi produttivi nel Paese. Tuttavia, le sigle sindacali chiedono che agli annunci seguano tempi certi, nuovi modelli e prospettive occupazionali concrete per i lavoratori coinvolti nei periodi di cassa integrazione.
L’attenzione si sposta ora sull’audizione del Ceo Antonio Filosa davanti alla Commissione Attività Produttive della Camera, appuntamento dal quale istituzioni e parti sociali attendono ulteriori dettagli sulla strategia del Gruppo in Italia.
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