Alla fine del 2025, in Italia si contavano 11.090 start up innovative, con un calo del 4,2% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’Osservatorio Start Up Innovative pubblicato da Cribis, società del Gruppo Crif specializzata in servizi per le imprese.
A livello territoriale, il cuore dell’innovazione resta il Nord-Ovest, che ospita il 36,9% delle start up del Paese. Seguono il Sud e le isole con il 27,8%, il Centro con il 19,1%, e infine il Nord-Est al 16,2%. Tra le regioni, è la Lombardia a guidare la classifica nazionale con il 29,1% delle realtà innovative. Subito dopo si collocano la Campania con il 12,4% e il Lazio con l’11,4%.
Giovani e donne ancora sotto rappresentati
Le imprese a conduzione femminile o con una partecipazione femminile sono appena 1.502, pari al 13,5% del totale. Le start up “giovani”, cioè con un’età media di soci e amministratori inferiore ai 35 anni, rappresentano il 25%, con 3.690 aziende attive.
Quasi quattro start up su dieci operano nel settore della programmazione informatica (39,3%), seguito dalle attività di ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e ingegneristiche (11,4%). Le imprese che si occupano di portali web si attestano al 4,9%.
Digital attitude bassa per oltre un quarto delle imprese
Il rapporto Cribis evidenzia che nel 2025 il 26,7% delle start up presenta un livello medio-basso di digital attitude: si tratta di aziende che investono poco o nulla in strumenti digitali, marketing online e trasformazione digitale. Solo il 13,2% raggiunge un livello medio, mentre il 18% si ferma su un livello basso.
L’innovation score, che misura il grado di innovazione delle imprese, risulta medio-alto per il 35% delle start up analizzate. Il 26,1% si colloca su un livello medio, mentre solo il 17,7% raggiunge un punteggio alto.
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