L’industria degli sport invernali si conferma un comparto dinamico all’interno della più ampia Sport & Outdoor industry, con un mercato globale stimato in 13,5 miliardi di euro nel 2025 e una crescita attesa del 6% nel 2026. In questo contesto, l’Italia occupa una posizione di rilievo nel commercio internazionale grazie a un modello industriale fondato su specializzazione produttiva, qualità e valore aggiunto.
È quanto emerge da un’analisi condotta dall’Area Studi Mediobanca e presentata in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina. In base al reporto, il nostro Paese rappresenta l’11% delle esportazioni mondiali di articoli per sport invernali, collocandosi al terzo posto globale, alle spalle di Austria e Cina.
Export e specializzazione al centro del modello italiano
Il dato sull’export evidenzia una presenza strutturata sui mercati internazionali: almeno un prodotto winter sports su dieci esportato nel mondo è italiano. Un posizionamento che riflette non tanto una competizione sui volumi, quanto una capacità di presidiare segmenti a maggiore valore, dove contano know-how industriale, design e qualità manifatturiera.
Questa impostazione emerge con particolare forza nel comparto delle attrezzature sciistiche, considerato centrale nella Winter Sports industry. La filiera italiana delle attrezzature realizza all’estero il 79,2% del fatturato complessivo, confermandosi una delle più internazionalizzate dell’intero manifatturiero sportivo nazionale.
Scarponi da sci e distretti produttivi
Nel mercato delle attrezzature sciistiche l’Italia detiene una posizione di leadership nel segmento degli scarponi da sci. Il fulcro di questa specializzazione è il distretto di Asolo-Montebelluna, riconosciuto come principale polo mondiale per lo sviluppo, la progettazione e l’industrializzazione dello scarpone da sci.
Nel distretto hanno sede i centri di ricerca e sviluppo della quasi totalità dei produttori mondiali, insieme a una rete di fornitori di componenti e materiali tecnici. Qui si concentrano le fasi di ideazione, design, progettazione e prototipazione, che rendono il distretto un passaggio obbligato per chi opera nel settore.
In questo contesto si colloca Tecnica Group, secondo produttore mondiale di scarponi da sci con una quota del 22% e quinto player globale nello sci alpino con l’11%. Nella Top 10 mondiale dei produttori di scarponi figurano anche Unimonteco, Rocca Group (Roxa) e Calzaturificio Scarpa, tutte realtà radicate nello stesso distretto.
Redditività sopra la media e valore aggiunto
La specializzazione industriale si riflette anche nei risultati economici. Nel 2024 la Winter Sports industry italiana ha registrato un ebit margin dell’8,8%, con performance migliori per i produttori di attrezzature sciistiche (9,1%) e di impianti e macchinari per sport invernali (8,9%), livelli superiori anche a quelli della moda italiana.
I migliori risultati di redditività riguardano imprese ad alta intensità di know-how: Edea guida la classifica con un ebit margin del 42%, seguita da Atk Sports (26,1%), Unimonteco (25,0%) e Rocca Group (19,6%).
Una filiera concentrata e orientata ai mercati esteri
Nel 2024 le aziende italiane Winter Sports hanno sviluppato un giro d’affari aggregato di oltre 3,2 miliardi di euro, pari al 35% dei ricavi dell’industria sportiva manifatturiera nazionale. La produzione è fortemente concentrata nel Nord Est: Trentino-Alto Adige e Veneto generano insieme l’89,6% dei ricavi complessivi.
La struttura proprietaria resta prevalentemente nazionale: le imprese a controllo italiano rappresentano il 90,3% delle vendite, una quota significativamente più elevata rispetto ad altri comparti del manifatturiero e della moda.
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