Spagna, 22 milioni di occupati: cosa racconta il record

A marzo salgono gli occupati e cala la disoccupazione. Il dato riflette un modello economico in evoluzione, tra spinta dei servizi e interrogativi sulla stabilità

Spagna, 22 milioni di occupati: cosa racconta il recordIl primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez© Photo by Pablo Cuadra/Getty Images

La Spagna ha superato per la prima volta quota 22 milioni di occupati, segnando un passaggio storico per il mercato del lavoro. Il dato di marzo ha confermato una dinamica positiva, con un aumento significativo dell’occupazione e un calo della disoccupazione.

Gli occupati hanno raggiunto i 22,01 milioni, grazie a 80.274 posti di lavoro netti in più. Nello stesso mese, il numero dei disoccupati è diminuito dello 0,9%, pari a 22.934 persone, portando il totale a 2,42 milioni Il premier Pedro Sanchez ha celebrato il traguardo sottolineando il ruolo dei lavoratori nella crescita del Paese, definendolo un risultato senza precedenti.

Il raggiungimento dei 22 milioni di occupati non è un dato isolato, ma il punto più alto di una traiettoria iniziata negli ultimi anni. Dal 2018, infatti, gli iscritti alla previdenza sociale sono aumentati di quasi 3,4 milioni.

Nel 2025, la Spagna ha contribuito per circa la metà alla creazione complessiva di posti di lavoro nell’Unione europea, mentre le stime indicano una prosecuzione di questo ritmo anche nel 2026. Il dato, quindi, racconta un mercato del lavoro in espansione e una capacità di crescita che si è rafforzata nel tempo.

Il traino dei servizi e gli interrogativi sul lavoro

Una parte rilevante di questa crescita è legata al settore dei servizi, che continua a rappresentare il principale motore dell’occupazione, sostenuto anche dalla domanda interna e dall’avvicinarsi della stagione turistica.

Il calo della disoccupazione, più marcato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rafforza l’idea di un mercato del lavoro che sta guadagnando slancio. Allo stesso tempo, restano interrogativi sulla qualità e sulla stabilità dell’occupazione, in un contesto in cui la dipendenza dai servizi e la presenza di elementi strutturali come temporaneità e rotazione continuano a caratterizzare il sistema.

Un modello economico tra lavoro ed energia

Il record occupazionale si inserisce in un quadro più ampio, legato alle scelte economiche degli ultimi anni. La crescita dell’occupazione si accompagna a una maggiore stabilità contrattuale, con 5 milioni di contratti a tempo indeterminato in più rispetto a otto anni fa.

Parallelamente, la Spagna ha investito nelle rinnovabili, arrivando a coprire circa il 60% della produzione elettrica con fonti pulite. Questo ha contribuito a ridurre i costi dell’energia, con bollette anche fino al 40% più basse in alcuni casi rispetto ad altri Paesi europei.

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