Intesa Sanpaolo, Banca europea per gli investimenti (Bei) e l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) hanno sottoscritto un accordo biennale per sostenere le Pmi italiane dell’aerospazio, uno dei comparti più strategici e innovativi dell’economia nazionale ed europea. L’intesa, la prima in Europa tra una banca commerciale, la Bei e l’Esa, attiverà 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti attraverso risorse europee e strumenti di garanzia dedicati.
L’obiettivo è accompagnare gli investimenti delle imprese della filiera, incentivando la produzione di sistemi satellitari e di geolocalizzazione, lo sviluppo di infrastrutture spaziali e di telecomunicazione, la ricerca e sviluppo e i processi di internazionalizzazione.
Nel 2025 l’industria italiana dell’aerospazio ha generato un valore aggiunto stimato di circa 7 miliardi di euro e un export di 8 miliardi, pari all’1,2% del manifatturiero. Una filiera composta da imprese spesso piccole e molto specializzate, attive in nicchie produttive ad alto contenuto tecnologico e integrate con grandi player industriali.
Space economy, credito più accessibile per le Pmi
Il cuore dell’accordo è la Space Lending Facility, pensata per ampliare l’accesso al credito in un settore dove i cicli di sviluppo sono lunghi, i costi di ricerca elevati e le garanzie reali spesso limitate. La Bei metterà a disposizione 150 milioni di euro, che potranno abilitare fino a 300 milioni di finanziamenti a medio-lungo termine grazie alla condivisione del rischio con Intesa Sanpaolo.
Il meccanismo prevede che la banca europea garantisca il 50% di ciascun finanziamento erogato da Intesa Sanpaolo, con durata fino a 11 anni e un preammortamento di 12 mesi. L’Esa contribuirà invece con competenze tecniche e industriali, anche attraverso attività di promozione per massimizzare l’impatto a favore delle imprese spaziali italiane ed europee.
Per Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei, l’operazione punta a trasformare competenze ed eccellenze in investimenti, occupazione qualificata e maggiore competitività sui mercati internazionali. Josef Aschbacher, direttore generale dell’Esa, ha sottolineato che per molte Pmi spaziali il principale ostacolo alla crescita non è la tecnologia, ma l’accesso ai capitali.
Filiera aerospaziale italiana verso i mercati globali
L’accordo è stato presentato al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino durante l’incontro Finanza e aerospazio: le sfide per la creazione di campioni globali italiani, organizzato in collaborazione con Confindustria. L’iniziativa punta a rafforzare la competitività e il riconoscimento internazionale dell’Italia nell’ecosistema spaziale europeo e globale.
Intesa Sanpaolo ha già sostenuto oltre 500 Pmi della filiera aerospaziale, con finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro e una quota di mercato del 33%. Con il nuovo accordo, il Gruppo guidato dal Ceo Carlo Messina intende rafforzare strumenti finanziari, consulenza specialistica e opportunità di networking per accompagnare le imprese su nuovi mercati, crescita dimensionale e innovazione.
La space economy resta uno degli ecosistemi produttivi a maggiore potenziale. Le attività globali connesse al settore hanno generato nel 2024 un valore di 613 miliardi di dollari, in crescita del 7,8% rispetto al 2023, e sono stimate a circa 800 miliardi di dollari entro il 2027 e 1.000 miliardi entro il 2032.
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