Il controllo della storica azienda italiana di cucine Snaidero, con sede a Majano (in provincia di Udine), passa in larga parte a investitori pubblici. La svolta arriva dopo un aumento di capitale da 7 milioni di euro, sottoscritto dai principali azionisti, che ha modificato gli equilibri societari e rafforzato il ruolo degli enti pubblici nell’azienda friulana.
L’operazione ha visto la partecipazione di tre soci: il fondo Ccr di DeA Capital Alternative Funds, l’agenzia nazionale Invitalia e Friulia, la finanziaria della Regione Friuli-Venezia Giulia. A seguito dell’aumento di capitale, Invitalia mantiene circa il 34% delle quote e Friulia sale intorno al 30%, portando complessivamente la partecipazione pubblica al 64% del capitale della società. Contestualmente si riduce la quota del fondo Ccr, mentre quella della famiglia Snaidero diventa ormai residuale.
I dettagli dell’operazione
L’obiettivo principale dell’operazione è rafforzare la struttura finanziaria dell’azienda e sostenere il nuovo piano industriale, che prevede investimenti produttivi e strategie di rilancio in un contesto di mercato complesso. Il settore dell’arredamento e delle cucine ha infatti attraversato negli ultimi anni una fase di rallentamento, che ha inciso anche sui risultati del gruppo.
I dati economici più recenti mostrano una situazione ancora difficile. Nel 2024 la società di Majano ha registrato ricavi per circa 49,2 milioni di euro, in calo rispetto ai 52 milioni del 2023, con un risultato ante imposte negativo di circa 6,3 milioni e una perdita netta di 6,8 milioni. A livello di gruppo, i ricavi si sono attestati a 93,5 milioni, anch’essi in diminuzione rispetto ai 109 milioni dell’anno precedente.
Le difficoltà hanno avuto riflessi anche sull’organizzazione del lavoro. Nel corso del 2025 la produzione ha proceduto a ritmi ridotti, in alcuni periodi per soli due giorni alla settimana, mentre la società ha avviato un contratto di solidarietà della durata di un anno che coinvolge circa 275 lavoratori, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione durante la fase di rilancio.
La nuova governance punta ora a stabilizzare l’azienda e a rilanciarne la competitività. Accanto al Ceo Alessandro Trivillin, opera il nuovo Chief Operating Officer Dante Giacomelli, chiamato a supportare l’attuazione del piano industriale e a migliorare l’efficienza operativa.
L’ingresso rafforzato di capitali pubblici rappresenta quindi un intervento strategico per salvaguardare un marchio storico dell’industria del mobile italiana, garantire continuità produttiva nello stabilimento friulano e creare le condizioni per una ripresa nei prossimi anni.
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