Snaidero, Colombini avvia il piano di rilancio

Dopo il closing, prende forma il piano industriale: il sito friulano punta a diventare il principale polo produttivo delle cucine del Gruppo

Snaidero, Colombini avvia il piano di rilancioGiovanni Battista Vacchi, amministratore delegato di Colombini Group

Con il closing dell’operazione avvenuto a inizio settembre 2026, prende ufficialmente il via il progetto di rilancio e integrazione di Snaidero all’interno del Gruppo Colombini. L’azienda di San Marino ha acquisito il 70% del capitale della storica società friulana, rilevando anche la controllata Snaidero Uk, con l’obiettivo di rafforzarne la presenza sul mercato e sviluppare nuove sinergie industriali e commerciali.

Snaidero, come annunciato lo scorso agosto, manterrà la propria autonomia come marchio, mentre il Gruppo punta a valorizzarne competenze e maestranze. L’acquisizione consente inoltre a Colombini di completare la propria offerta nel settore dell’arredamento, entrando con maggiore forza nella fascia high end del mercato, accanto ai marchi Febal e Colombini, già presenti nei segmenti premium e value.

Colombini punta a un polo italiano delle cucine

L’operazione rientra in una strategia più ampia che punta alla creazione di un polo italiano delle cucine e dell’arredamento, valorizzando competenze industriali e distretti produttivi nazionali. Con il consolidamento di Snaidero, il fatturato di Colombini Group dovrebbe raggiungere tra 310 e 320 milioni di euro, con circa mille dipendenti, ai quali si aggiungono i 220 lavoratori di Snaidero e i 20 della controllata britannica.

Particolare attenzione sarà dedicata allo stabilimento Snaidero di Maiano, in provincia di Udine. Colombini intende rafforzarne l’attività e, in prospettiva, trasformarlo nel principale sito produttivo per le cucine dei propri marchi, anche perché lo stabilimento di San Marino ha raggiunto la saturazione.

Sul fronte internazionale, il marchio Snaidero può offrire al Gruppo guidato da Giovanni Battista Vacchi una rete commerciale consolidata e una notorietà costruita anche attraverso collaborazioni con designer come Angelo Mangiarotti e Pininfarina. Colombini punta così ad aumentare il peso delle esportazioni, portandolo dall’attuale 20% al 30% nel giro di pochi anni.

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