Shopping online, l’Italia è il Paese con meno resi

lo studio Gli italiani abbracciano lo shopping online condotto dall’Istituto Piepoli e commissionato da Temu mostra le preferenze degli italiani© Shutterstock

Lo shopping online si distingue in Europa per un dato sorprendente: i consumatori italiani effettuano molti meno resi rispetto ai principali mercati europei. Nel fashion e-commerce, il tasso di reso in Italia si ferma al 14,7%, mentre la Germania raggiunge il 59%. Il dato emerge dal progetto di ricerca Returns@Yocabe, sviluppato da Yocabe insieme a ricercatori de La Sapienza di Roma e Università UnitelmaSapienza.

La distanza è particolarmente evidente considerando che, nel complesso del mercato europeo dell’abbigliamento online, il tasso medio di restituzione oscilla tra il 25% e il 40%: in altre parole, circa un ordine su tre genera un reso.

Perché gli italiani fanno meno resi?

Secondo la ricerca, le differenze non dipendono soltanto dai prodotti, ma anche dalle abitudini di acquisto. Nei Paesi dell’area DACH – in particolare Germania, Austria e Svizzera – è più diffusa la pratica di acquistare più varianti dello stesso prodotto (per esempio diverse taglie o colori) per poi restituire quelle non desiderate. L’Italia rientra invece nel gruppo dei mercati dell’Europa meridionale e orientale, che sono caratterizzati da una minore propensione al reso.

Il fenomeno tipico dello shopping online ha conseguenze importanti per i retailer. I resi, infatti, non sono mai gratuiti per chi vende: tra la spedizione, la gestione, il controllo qualità e il ricondizionamento, il costo può arrivare anche a 20 euro per articolo. L’incidenza può rappresentare il 20-30% del margine operativo di un’azienda.

Cosa significa per il mercato dell’e-commerce

Ma il problema non è destinato a ridursi automaticamente. Nel 2025 il tasso di reso europeo è aumentato rispetto al 2022, passando da circa il 34% al 42% nei mercati analizzati. I capi femminili, soprattutto vestiti e gonne, restano tra i prodotti maggiormente restituiti, principalmente per problemi di vestibilità.

Per l’e-commerce italiano, dunque, il basso tasso di reso rappresenta un vantaggio competitivo, ma anche un indicatore delle differenti culture dello shopping digitale in Europa.

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