“Accogliamo con favore questa notizia, che rappresenta un’iniezione positiva e un’opportunità di rafforzamento in un mercato di primo piano a livello globale”. Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè, ha commentato così la decisione dell’amministrazione Trump di ridurre i dazi sul caffè.
Una scelta che, spiega, “incoraggia gli investimenti e crea nuove opportunità di crescita, migliorando la marginalità e accelerando le opportunità di sviluppo negli Stati Uniti”.
Il mercato americano rappresenta un’area chiave per il gruppo, con circa il 20% del fatturato generato oltre Atlantico. La pressione fiscale degli ultimi anni – con dazi che avevano raggiunto livelli fino al 50% – aveva fortemente limitato la competitività del caffè italiano, incidendo in modo diretto sui margini operativi e sulla capacità di consolidare la presenza nel Paese. Un tema affrontato da Cristina Scocchia anche in occasione del Business People Talks del 16 ottobre. In questo scenario, la riduzione decisa dall’ex presidente americano segna un cambiamento concreto.
Il taglio dei dazi rilancia la competitività del caffè
In un’intervista rilasciata nel weekend al Corriere della Sera, Scocchia ha definito la rimozione dei dazi “un sollievo”, sottolineando come i nuovi equilibri rendano nuovamente sostenibile la crescita su un mercato maturo ma strategico. Per il gruppo, la fine dei dazi non rappresenta solo un alleggerimento fiscale, ma una leva per recuperare efficienza, agire su scala e potenziare la presenza commerciale in modo più strutturato.
Con l’allentamento della pressione sull’importazione, si apre infatti un contesto più favorevole per le aziende italiane del settore, che possono tornare a competere a parità di condizioni. Il taglio dei costi sulle materie prime ha un effetto diretto sulla redditività, e proprio su questo punto Scocchia insiste, parlando di miglioramento della marginalità come elemento chiave per valutare nuove opportunità di sviluppo.
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