Salone del Risparmio al via: la sfida è attivare la liquidità

Salone del Risparmio al via: la sfida è attivare la liquiditàUn momento della Plenaria di Assogestioni al Salone del Risparmio 2026, dal titolo Risparmio in movimento. Attivare la liquidità, accelerare la crescita

Parte oggi all’Allianz MiCo di Milano la XVI edizione del Salone del Risparmio, appuntamento chiave per l’industria dell’asset management che riunisce operatori, istituzioni e investitori in tre giorni di confronto fino al 7 maggio. L’edizione 2026 arriva in un passaggio particolarmente delicato per i mercati e per il sistema economico, segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e nuove esigenze demografiche.

Il titolo scelto, Risparmio in movimento. Attivare la liquidità, accelerare la crescita, sintetizza il nodo centrale: trasformare una massa imponente di risorse in un motore di sviluppo per l’economia reale.

I numeri e il contesto della tre giorni di Milano

L’industria italiana del risparmio gestito si presenta all’appuntamento con dimensioni record. Alla fine del 2025 il suo patrimonio ha superato i 2.600 miliardi di masse gestite, arrivando a 2.636,4 miliardi, sostenuto da una raccolta netta di 38,2 miliardi e dall’andamento favorevole dei mercati. Nei primi mesi del 2026, però, il quadro si è fatto più incerto: a marzo le masse sono scese a 2.608 miliardi, con una raccolta netta negativa per 6,5 miliardi.

Il contesto internazionale pesa. Le tensioni geopolitiche, come il conflitto in Iran e le sue ripercussioni sui mercati energetici, hanno aumentato la volatilità e raffreddato la propensione a investire. Eppure, il vero paradosso resta in Italia: una quantità enorme di risparmio rimane ferma. Si stima che a fine marzo ci fossero 1.864 miliardi parcheggiati su conti correnti e depositi bancari, mentre una quota significativa della ricchezza finanziaria continua a privilegiare strumenti liquidi e difensivi.

La sfida della liquidità al centro del Salone

È proprio su questo squilibrio che si concentra il messaggio dell’edizione 2026. Come evidenziato nel dibattito promosso dall’industria, il problema non è la scarsità di risorse, ma la loro allocazione. Come ribadito anche dalla presidente Maria Luisa Gota nel suo intervento in apertura del Salone, in Europa e in Italia la liquidità rappresenta ancora tra il 25% e il 30% dei portafogli, una quota ritenuta eccessiva rispetto alle esigenze di crescita. Da qui la necessità di “attivare” il risparmio, orientandolo verso investimenti produttivi, infrastrutture e innovazione.

L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere lo sviluppo economico, dall’altro migliorare il benessere finanziario dei risparmiatori, superando una logica puramente difensiva. In questa prospettiva, il risparmio gestito viene visto come un ponte tra capitale privato ed economia reale.

Il programma del Salone riflette la complessità dello scenario globale. Tra i temi centrali emergono geopolitica, intelligenza artificiale e mercati privati, che attraversano trasversalmente le oltre cento conferenze in calendario.

L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta uno degli assi principali di riflessione: da un lato le opportunità di investimento, dall’altro l’impatto sul ruolo dei consulenti finanziari, in un equilibrio ancora da definire tra automazione e relazione umana.

Ampio spazio anche alla previdenza complementare, sempre più cruciale in un sistema in cui il pilastro pubblico è destinato a ridimensionarsi, e ai mercati privati, alle prese con una fase di turbolenza ma considerati fondamentali per finanziare l’economia reale.

Un laboratorio per il futuro del risparmio

Con oltre 300 relatori, più di 100 conferenze e oltre 110 ore di contenuti, il Salone si conferma come il principale evento europeo del settore. La struttura si articola in sette percorsi tematici che spaziano dall’asset allocation alla sostenibilità, dalla consulenza alla digitalizzazione.

In un contesto in cui le “vecchie bussole” faticano a orientare le scelte, l’obiettivo è fornire strumenti interpretativi e operativi per trasformare l’incertezza in crescita. La posta in gioco è alta: non solo per l’industria del risparmio gestito, ma per l’intero sistema economico. Attivare quella “energia silenziosa” rappresentata dal risparmio degli italiani significa infatti rafforzare la competitività del Paese e accompagnare le grandi transizioni in atto.

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