Al consueto appuntamento con il Salone del Mobile. Milano, che ogni anno riunisce operatori, designer e buyer da tutto il mondo, la filiera italiana del legno-arredo si presenta con un quadro di sostanziale tenuta.
Secondo i preconsuntivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo, il settore ha chiuso il 2025 con un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi di euro, in crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente, risultato ottenuto nonostante un contesto macroeconomico ancora incerto e caratterizzato da tensioni sui mercati internazionali. A sostenere l’andamento complessivo è stato soprattutto il mercato interno, che ha raggiunto i 32,9 miliardi di euro (+1,8%), grazie alla spinta del comparto non residenziale che ha in parte compensato il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati alla riqualificazione immobiliare.
Più prudente il quadro sul fronte internazionale: l’export resta sostanzialmente stabile a 19,3 miliardi di euro (+0,4%), pari al 37% del fatturato complessivo della filiera, ma con dinamiche differenziate tra i principali mercati di destinazione. Francia e Stati Uniti mostrano segnali di rallentamento, con il mercato americano influenzato anche dalle tensioni commerciali e dal tema dei dazi, mentre arrivano indicazioni più positive dalla Germania e da alcuni mercati europei ed extraeuropei come Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna ed Emirati Arabi Uniti.
All’interno della filiera, il macrosistema arredamento si attesta a 27,7 miliardi di euro (+0,6%), con una domanda domestica in crescita che compensa la lieve flessione delle esportazioni, mentre il macrosistema legno – comprensivo anche del commercio del materiale – raggiunge i 24,5 miliardi di euro (+2%). In questo scenario, il Salone del Mobile 2026 si conferma una piattaforma strategica per il posizionamento internazionale del settore, occasione per consolidare relazioni commerciali, intercettare nuovi mercati e rafforzare la presenza del made in Italy nel design globale.
Resta però alta l’attenzione sul fronte competitivo, con la crescente presenza della Cina nei mercati europei e con il tema delle regole commerciali e dei controlli sulle merci in ingresso che torna al centro del dibattito tra le imprese della filiera.
© Riproduzione riservata
© Andrea Mariani




