Il colosso statunitense dei grandi magazzini di lusso Saks Global Holdings LLC ha ufficialmente presentato istanza di fallimento volontario (Chapter 11) presso un Tribunale Fallimentare del Texas, aprendo una delle vicende più eclatanti del settore retail di lusso nel 2026.
La società, proprietaria di marchi simbolo come Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, ha dichiarato che continuerà a operare normalmente, garantendo l’apertura dei negozi, l’onorabilità dei programmi per i clienti e il pagamento di fornitori e dipendenti durante la ristrutturazione.
Quali sono le cause della crisi
L’origine dei problemi finanziari risale principalmente all’acquisizione di Neiman Marcus, nel 2024. Un’operazione da circa 2,7 miliardi di dollari che ha gravato pesantemente sul bilancio del gruppo. La combinazione di alto indebitamento e cicli economici difficili, con la domanda di beni di lusso in leggera contrazione, ha messo sotto pressione la liquidità dell’azienda.
Nel dicembre 2025 Saks Global aveva mancato un pagamento di interessi di oltre 100 milioni di dollari, collegato al debito derivante dalla fusione, segnalando l’intensificarsi della crisi. La società aveva già tentato di alleggerire il debito tramite la vendita di asset, come la proprietà di Neiman Marcus a Beverly Hills, senza però ottenere sollievo sufficiente.
Saks Global, piano di ristrutturazione e finanziamenti
Per sostenere il processo fallimentare, Saks Global ha ottenuto un pacchetto di finanziamenti da circa 1,75 miliardi di dollari da parte di creditori e investitori. Questo capitale comprende fondi di debtor-in-possession per mantenere operative le attività durante la riorganizzazione e ulteriori risorse da erogare al momento dell’uscita dal Chapter 11, attesa entro la fine dell’anno. La società ha anche annunciato un cambio ai vertici, con l’ingresso di Geoffroy van Raemdonck come nuovo Ceo, volto a guidare il rilancio del gruppo.
Il fallimento di Saks Global rappresenta un campanello d’allarme per l’intero comparto retail di fascia alta. Malgrado il fascino intramontabile dei marchi, la concorrenza online, i costi operativi elevati e l’elevato indebitamento mostrano come anche i nomi più celebri non siano immuni alle turbolenze economiche globali. Sebbene le operazioni continuino, il futuro del gruppo dipenderà dalla sua capacità di ristrutturare efficacemente il debito, riconquistare la fiducia dei fornitori e adattarsi alle nuove dinamiche del mercato del lusso.
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