Risparmio, il 45% degli italiani ha cambiato strategia

Il Barometro di Crédit Agricole fotografa un mercato sopra la media europea per dinamismo, con 529 euro accantonati al mese e una forte apertura al digitale

Risparmio, il 45% degli italiani ha cambiato strategia© Shutterstock

Gli italiani accantonano in media 529 euro al mese e hanno risparmi accumulati per 96.873 euro. È uno dei dati principali della prima edizione italiana del Crédit Agricole European Savings Barometer, realizzato con Occurrence-Ifop in Francia, Germania, Italia e Spagna. La ricerca è stata condotta a marzo 2026 su 4 mila persone nei quattro Paesi coinvolti, con un campione italiano di mille maggiorenni con una capacità di risparmio di almeno 100 euro.

Dal confronto emerge inoltre un mercato italiano leggermente più dinamico della media europea. Il Savings Vitality Index, l’indicatore che misura quanto attivamente i risparmiatori gestiscono, diversificano e spostano i propri fondi, assegna all’Italia 54 punti su 100, contro una media europea di 53. Negli ultimi dodici mesi il 45% dei risparmiatori italiani ha preso una decisione su almeno una parte delle proprie disponibilità, soprattutto alla ricerca di rendimenti migliori e di una maggiore diversificazione. Il 43% dichiara di cercare un equilibrio tra rischio e rendimento.

Fondi e previdenza restano tra gli strumenti più diffusi

Tra gli strumenti più diffusi, i fondi di investimento sono indicati dal 38% degli intervistati, davanti ai prodotti pensionistici e ai fondi pensione, al 35%, e ai depositi a vista, al 33%. Rimane forte anche la componente prudenziale: il 38% risparmia soprattutto per costruire una rete di sicurezza contro gli imprevisti, mentre il 23% guarda a obiettivi di lungo termine come pensione, indipendenza finanziaria o sostegno ai figli. Uno dei segnali più rilevanti per banche e piattaforme finanziarie arriva dalla propensione all’uso dei canali digitali. I due profili individuati dallo studio come maggiormente ricettivi, Digital Wealth Mover e Digital Project Seeker, rappresentano insieme il 42,1% dei risparmiatori italiani.

Il 66% dichiara di fidarsi delle piattaforme digitali e la percentuale sale all’89% tra chi già le utilizza. La fiducia, però, passa soprattutto dalla chiarezza: per l’85% degli intervistati è essenziale avere informazioni trasparenti su commissioni, rischi e performance.

Anche l’AI trova un’apertura superiore alla media europea. Il 49% ritiene che una guida automatizzata possa aiutare nella scelta e nel monitoraggio dei risparmi, purché sia comprensibile, mentre il 40% sarebbe disposto ad affidare all’AI l’applicazione di regole predefinite per gestire una parte delle proprie disponibilità.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata