Riforma Ets, l’Ue allenta la stretta

Quote gratuite più a lungo e metà dei ricavi alla decarbonizzazione. Governo e Confindustria chiedono correzioni al testo

Riforma Ets, l'Europa allenta la stretta© Shutterstock

La Commissione Ue ha presentato la revisione del sistema Ets, il mercato delle quote di emissione che applica il principio “chi inquina paga”. La proposta punta ad allentare la stretta sulle imprese più esposte, senza smontare l’impianto della politica climatica europea.

Il meccanismo diventa più flessibile: le quote gratuite per alcuni settori industriali resteranno più a lungo dopo il 2030 e saranno legate agli investimenti nella decarbonizzazione. Bruxelles vuole inoltre obbligare gli Stati membri a destinare almeno il 50% dei ricavi delle aste Ets alla transizione industriale, dopo anni in cui solo una parte limitata dei proventi è stata impiegata per la decarbonizzazione.

Più margini per l’industria

La revisione serve ad allineare il sistema europeo delle emissioni al target climatico del 2040, che prevede una riduzione del 90% delle emissioni. Dal 2031 rallenterà il ritmo di riduzione delle quote disponibili, per dare più tempo ai settori produttivi chiamati a investire nella transizione.

Il perimetro dell’Ets sarà però ampliato. Nel sistema entreranno anche gli impianti di incenerimento dei rifiuti e una parte più ampia del trasporto aereo, con l’estensione ai voli commerciali entro 5.000 chilometri dal centro dell’Europa. La riforma tocca anche il trasporto marittimo.

In parallelo, Bruxelles ha presentato un obiettivo indicativo di elettrificazione dei consumi energetici al 46% entro il 2040, contro una quota attuale indicata intorno al 23%. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e contenere il costo dell’elettricità rispetto al gas per famiglie e imprese.

Governo e imprese chiedono modifiche

La proposta, però, non convince l’industria italiana. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha definito la revisione “insoddisfacente”, sostenendo che si limiti a interventi marginali e non affronti le criticità strutturali del sistema nel confronto globale.

Anche il governo punta a modificare il testo nel negoziato europeo. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha indicato come nodi decisivi la definizione dei benchmark e il sistema di assegnazione delle quote gratuite. Più netto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, che ha giudicato le misure ancora “insufficienti” e “troppo timide”. Il dossier passa ora al confronto tra Parlamento europeo e Consiglio, dove si cercherà un equilibrio tra obiettivi climatici, competitività industriale e costi della transizione.

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