Richemont rafforza la propria presenza in Italia e sceglie ancora una volta la Toscana, nello specifico Scandicci, come cuore strategico della produzione di pelletteria di alta gamma. Il gruppo svizzero del lusso – che controlla marchi come Cartier, Montblanc, Chloé, Dunhill e Serapian – ha inaugurato l’ampliamento dell’hub produttivo di Pelletteria Richemont Firenze, destinato a diventare il polo globale per lo sviluppo e la realizzazione dei prodotti in pelle delle maison del gruppo.
L’investimento, compreso tra i 10 e i 12 milioni di euro, consentirà di quasi raddoppiare la superficie produttiva, passata da circa 5.000 a oltre 12.000 metri quadrati. L’obiettivo è rafforzare l’internalizzazione delle prime fasi del processo produttivo, migliorare il controllo della qualità e aumentare la capacità di sviluppo di prototipi, collezioni e prodotti finiti destinati ai mercati internazionali.
Gli obiettivi di Richemont
“Continuiamo a investire in questo territorio che consideriamo la culla della pelletteria di alta gamma”, ha dichiarato Domenico Oliveri, direttore industriale della divisione Fashion & Accessories di Richemont. Una scelta che conferma la fiducia del gruppo nel know-how italiano, nonostante le difficoltà che stanno interessando il comparto del lusso a livello globale.
L’intervento, progettato prima della pandemia, prevede una seconda fase che sarà completata entro marzo 2027. Tra gli asset strategici figurano il nuovo centro di taglio e le aree dedicate alla prototipia e allo sviluppo prodotto. Il modello organizzativo permette alle maison coinvolte di mantenere la propria identità creativa condividendo al tempo stesso competenze, processi e best practice.
L’espansione avrà ricadute significative anche sul territorio. Negli ultimi tre anni il numero dei dipendenti è passato da 150 a 250 unità e, a completamento del progetto, potrebbe raggiungere quota 300. Attorno allo stabilimento ruota inoltre una filiera composta da circa 100 aziende partner italiane, prevalentemente toscane, che impiegano complessivamente oltre 2.000 professionisti.
Richemont: l’importanza della formazione
Grande attenzione viene riservata alla formazione dei giovani e all’innovazione tecnologica. Richemont sta sperimentando sistemi di Machine Learning e visione artificiale per individuare difetti della pelle non rilevabili a occhio nudo, mantenendo però centrale il ruolo dell’artigiano. Sul fronte ambientale, il sito ha installato circa mille pannelli fotovoltaici capaci di coprire fino al 60% del fabbisogno energetico.
“We craft the future”, ha ricordato Oliveri. Un motto che sintetizza la strategia di lungo periodo dell’azienda: continuare a investire in competenze, sostenibilità e manifattura italiana anche nelle fasi più complesse del mercato.
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