Produzione Stellantis ai minimi dal 1955: allarme negli stabilimenti

Nel 2025 il gruppo ha prodotto meno di 380 mila veicoli in Italia. Crollano Melfi e Atessa, resiste solo Mirafiori grazie a 500 ibrida e Jeep Compass

Produzione Stellantis ai minimi dal 1955: allarme negli stabilimenti© Shutterstock

La produzione di Stellantis, leader nel settore dell’automotive, in Italia, nel 2025, ha registrato un calo significativo, raggiungendo il livello più basso dal 1955. Secondo un rapporto pubblicato dalla Fim-Cisl, il gruppo ha prodotto poco meno di 380.000 veicoli negli stabilimenti italiani, con una riduzione complessiva del 20% rispetto all’anno precedente.

In particolare, la produzione di autovetture ha visto un forte decremento del 24,5%, scendendo a 213.706 unità, mentre i veicoli commerciali hanno subito una flessione del 13,5%, con 166.000 unità prodotte. Questo calo ha avuto un impatto diretto sul valore del titolo Stellantis in borsa, che ha perso il 9,5% nell’ultimo mese e il 25,5% nell’arco dell’intero anno. Il dato di produzione del 2025 si allinea a livelli che non si vedevano da settant’anni, un ritorno al 1955 che segna un periodo di grave difficoltà per il gruppo.

Stellantis, la situazione negli stabilimenti italiani

Gli stabilimenti italiani di Stellantis, in termini di produzione, hanno registrato performance contrastanti. Solo Mirafiori, lo storico impianto di Torino, ha registrato un incremento della produzione, con un +16,5% rispetto al 2024. Questo risultato positivo è stato sostenuto dal lancio della Fiat 500 ibrida e della nuova Jeep Compass, modelli che hanno dato un contributo importante al recupero di parte della perdita produttiva.

Tuttavia, altre fabbriche hanno visto crolli significativi. Lo stabilimento di Melfi ha visto una diminuzione del 47,2%, mentre Atessa ha chiuso con un -13,5%. Il calo nelle produzioni di auto è stato particolarmente grave nei primi nove mesi del 2025, ma l’ultimo trimestre ha mostrato un piccolo recupero grazie alla ripresa di alcuni modelli chiave.

Le previsioni e la necessità di un piano industriale rinnovato

Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha sottolineato l’urgenza di anticipare la presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis. “Serve un impegno significativo in termini di investimenti e nuovi modelli”, ha dichiarato. Secondo il sindacato, è necessario affrontare con tempestività la sfida di una produzione sempre più sottotono, che rischia di compromettere non solo la competitività del gruppo, ma anche l’occupazione negli stabilimenti italiani. In meno di due anni, la produzione di veicoli si è ridotta quasi della metà rispetto al 2023, quando il gruppo aveva prodotto circa 750.000 unità.

Nonostante il calo della produzione, il mercato delle immatricolazioni in Italia ha registrato una flessione più contenuta, pari al 2%, per l’intero anno 2025. Nel mese di dicembre, però, si è registrato un ulteriore calo delle vendite, con circa 23.000 vetture immatricolate, segnando una diminuzione del 5,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Stellantis ha visto scendere la sua quota di mercato al 21,48%, in un contesto che riflette un rallentamento generale nel settore automobilistico italiano.

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