Produzione industriale, l’Istat fotografa un 2025 debole con segnali di ripresa

Flessione più contenuta al netto del calendario (-0,2%) e segnali di recupero nel quarto trimestre (+0,9%). Crescono farmaceutica, alimentare ed elettronica, mentre arretrano tessile e mezzi di trasporto

Istat, produzione industriale 2025 scende dello 0,9%© Shutterstock

Secondo i dati Istat, nel 2025 la produzione industriale italiana ha registrato una diminuzione complessiva, confermando un quadro di debolezza del settore manifatturiero nazionale. Secondo i dati diffusi oggi, la produzione industriale ha chiuso l’anno con un calo dello 0,9% rispetto al 2024, seppure con dinamiche molto diverse all’interno dei settori produttivi.

Tuttavia, è importante precisare che la flessione dell’intero anno, al netto degli effetti di calendario, risulta più contenuta e pari allo 0,2% in meno rispetto al 2024. Questo indica una contrazione meno marcata di quella registrata nei due anni precedenti, quando il settore industriale aveva subito cali ben più accentuati.

Tutti i dati sulla produzione industriale in Italia

I dati mensili mostrano un andamento alternato, per quanto riguarda la produzione industriale nel 2025. A dicembre dello scorso anno, l’indice destagionalizzato è diminuito dello 0,4% rispetto a novembre, segno di un rallentamento nell’ultima parte dell’anno. Tuttavia, su base annua il dato destagionalizzato di dicembre segnala una crescita del 3,2% rispetto allo stesso mese del 2024, suggerendo segnali di ripresa sul lungo periodo.

Analizzando i settori produttivi, emergono dinamiche contrastanti. Tra le industrie manifatturiere, quelle farmaceutiche e alimentari e la produzione di computer e prodotti di elettronica hanno registrato le maggiori performance positive nel 2025. Anche la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo hanno mostrato aumenti tendenziali significativi.

Al contrario, alcune attività tradizionalmente forti dell’economia italiana hanno subito contrazioni più accentuate. Le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori – così come la fabbricazione di mezzi di trasporto, hanno registrato flessioni rilevanti. Anche i prodotti chimici e i settori del legno, carta e stampa hanno contribuito al segno negativo complessivo dell’anno.

Nel confronto con il trimestre precedente, la media del quarto trimestre del 2025 ha invece segnato un incremento dello 0,9%, indicando un possibile recupero nell’ultimo periodo dell’anno rispetto al trimestre luglio-settembre. Infine, l’indice destagionalizzato mensile ha evidenziato, a dicembre, aumenti nei comparti dell’energia, pari all’ 1,2%, e dei beni strumentali, pari allo 0,5%. I beni intermedi e quelli di consumo hanno mostrato variazioni negative.

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