I prestiti a famiglie e imprese continuano a crescere e raggiungono i livelli massimi degli ultimi quattro anni. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana , che fotografa un sistema del credito in espansione nonostante il costo del denaro resti ancora elevato.
A maggio 2026 i finanziamenti alle famiglie sono aumentati del 2,6% su base annua, mentre quelli alle imprese hanno registrato una crescita del 3,1%, segnando i valori migliori dal 2022. La dinamica conferma il consolidamento della ripresa del credito dopo il rallentamento osservato tra il 2023 e parte del 2024.
Il sistema bancario odierno, i tassi
A sostenere questa tendenza contribuisce la solidità del sistema bancario italiano, che negli ultimi anni ha rafforzato la propria patrimonializzazione e migliorato la qualità degli attivi. Tuttavia, il ritorno della domanda di finanziamenti si scontra ancora con tassi di interesse che rimangono su livelli storicamente elevati rispetto al periodo pre-inflazione. Secondo l’Abi, il tasso medio sui prestiti in essere si mantiene al 4,04%, invariato rispetto al mese precedente e sui massimi da maggio 2025.
Per le imprese arrivano però segnali incoraggianti. Il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle aziende è sceso al 3,51%, in netto miglioramento rispetto ai picchi raggiunti alla fine del 2023, quando aveva superato il 5,4%. Una riduzione che potrebbe favorire nuovi investimenti, soprattutto per le piccole e medie imprese che dipendono maggiormente dal credito bancario per sostenere crescita e innovazione.
Allarme acquisto casa, tensioni internazionali
Diverso il discorso per chi intende acquistare casa. I tassi sui nuovi mutui mostrano infatti un lieve rialzo, segnale che il mercato immobiliare continua a risentire delle tensioni monetarie e dell’incertezza economica internazionale. Sebbene il livello attuale sia inferiore ai massimi registrati durante la fase più intensa della stretta monetaria, il costo dei finanziamenti rimane significativamente più alto rispetto al periodo precedente al 2022.
L’andamento del credito rappresenta comunque un indicatore positivo per l’economia italiana. La crescita dei prestiti suggerisce una maggiore fiducia da parte di famiglie e imprese, che tornano a programmare investimenti e spese di lungo periodo. La sfida dei prossimi mesi sarà verificare se il graduale allentamento delle condizioni finanziarie riuscirà a sostenere ulteriormente la domanda di credito senza compromettere la stabilità dei prezzi e del sistema bancario.
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