Prestiti a famiglie e imprese in aumento, i finanziamenti in Italia

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Nel primo mese del 2026 si conferma una crescita dei prestiti erogati dalle banche italiane a famiglie e imprese. Questo dato segna un andamento positivo che prosegue da circa un anno, stando a quanto emerge dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana.

A gennaio, l’ammontare complessivo dei finanziamenti è aumentato dell’1,9% su base annua, proseguendo per l’undicesimo mese consecutivo di crescita. Per le famiglie si tratta del tredicesimo mese di incremento persistente, mentre per le imprese è il settimo.

Tutti i dati sui finanziamenti agli italiani

I tassi di interesse sui prestiti a famiglie e imprese rimangono un elemento chiave dell’analisi. Il tasso medio su tutti i finanziamenti risulta stabile attorno al 3,97%, mentre le nuove operazioni di credito alle imprese vedono un costo medio del 3,49%. Per l’acquisto di abitazioni, il tasso sulle nuove richieste si attesta al 3,47%, leggermente superiore rispetto a dicembre 2025 ma significativamente inferiore rispetto ai livelli del 2023.

Un altro indicatore di salute del sistema bancario è il progressivo miglioramento dei crediti deteriorati netti, le sofferenze e le esposizioni problematiche delle banche. A dicembre 2025 questi ammontavano a 28,3 miliardi di euro, un valore molto inferiore rispetto al picco di oltre 196 miliardi raggiunto nel 2015, e rappresentano circa 1,34% dei crediti totali.

Le microimprese sono in controtendenza

Tuttavia, non tutti i segmenti del mercato del credito beneficiano di questa tendenza. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, le micro e piccolissime imprese (quelle che contano meno di 20 addetti) continuano a vedere una riduzione dei prestiti, evidenziando una frattura strutturale nell’accesso al credito. Anche a livello regionale si osservano differenze: zone come Sardegna e Umbria hanno sofferto contrazioni nel credito alle imprese, mentre regioni come Calabria e Lazio hanno registrato aumenti.

A livello europeo, una recente indagine della Bce segnala che, pur con una crescita complessiva dei prestiti, molte banche dell’area euro stanno irrigidendo gli standard di credito per le imprese a causa delle incertezze economiche e della percezione di rischio.

In sintesi, il quadro dei prestiti in Italia nel 2026 mostra segnali di ripresa moderata dopo anni di stagnazione, con una crescita dei finanziamenti a famiglie e imprese, tassi di interesse in lieve crescita – ma moderati rispetto al passato recente – e un miglioramento della qualità del credito. Resta però centrale il tema dell’accesso al credito per le piccole imprese, su cui continueranno a concentrarsi politiche e interventi del settore bancario e pubblico.

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