Pressione fiscale in Italia, cala nel 2026 ma resta tra le più alte d’Europa

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La pressione fiscale in Italia è in lieve calo, ma continua a collocarsi tra le più elevate d’Europa. Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, nel 2026 il peso complessivo di tasse e contributi dovrebbe attestarsi al 42,9% del Pil, in diminuzione rispetto al 43,1% registrato nel 2025. Nonostante questa flessione, il nostro Paese resta ai vertici della classifica europea per livello di tassazione e, secondo le stime attuali, il dato potrebbe tornare a salire al 43,2% già nel 2027.

A prima vista, il confronto con il 2022 potrebbe suggerire un aumento. Quattro anni fa, infatti, il rapporto tra gettito fiscale e Pil era pari al 41,7%, circa 1,2 punti in meno rispetto alla previsione per il 2026. Tuttavia, la Cgia sottolinea che questo incremento non significa necessariamente che famiglie e microimprese paghino più tasse. Negli ultimi anni sono state introdotte misure che hanno alleggerito il carico fiscale per molte categorie di contribuenti, generando una riduzione complessiva stimata in oltre 33 miliardi di euro.

Perché in Italia le tasse sono così alte

L’aumento della pressione fiscale in Italia è spiegato soprattutto dalla crescita dell’occupazione. Tra il 2022 e il 2026 il numero degli occupati è aumentato di circa 1,2 milioni di unità, ampliando la base imponibile attraverso il versamento di Irpef e contributi previdenziali. In altre parole, una parte dell’incremento deriva da un maggior numero di contribuenti e non necessariamente da aliquote più elevate.

Resta però il confronto con gli altri Paesi europei. La pressione fiscale italiana continua a essere superiore alla media dell’Eurozona. Questo elemento rappresenta da tempo uno dei principali fattori di criticità per la competitività delle imprese e per il potere d’acquisto delle famiglie.

Le conseguenze per i cittadini

Il tema non riguarda soltanto il livello delle tasse, ma anche il rapporto tra quanto versato dai contribuenti e la qualità dei servizi pubblici ricevuti. Per imprese e cittadini la vera sfida dei prossimi anni sarà quindi coniugare sostenibilità dei conti pubblici, crescita economica e una graduale riduzione del peso fiscale, senza compromettere welfare e investimenti strategici.

In un contesto economico, ancora caratterizzato da crescita moderata e debito pubblico elevato, il dibattito sulla pressione fiscale resterà uno dei temi centrali dell’agenda politica ed economica italiana. Non resta che attendere ulteriori sviluppi.

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