Le famiglie italiane rischiano di perdere fino a quasi 1.000 euro di potere d’acquisto nel biennio 2026-2027. È l’allarme lanciato dall’Ufficio studi di Confcommercio, che fotografa uno scenario economico in rapido deterioramento a causa delle tensioni energetiche e geopolitiche in corso.
Secondo le stime, nello scenario peggiore il reddito disponibile e i consumi potrebbero ridursi fino a 963 euro per famiglia. Un dato che evidenzia come l’impatto della crisi energetica, legata in particolare ai conflitti internazionali, stia incidendo direttamente sulla vita quotidiana degli italiani.
I fattori che incidono sul crollo
A pesare sulla perdita del potere d’acquisto in Italia è soprattutto la combinazione tra crescita debole e inflazione ancora sostenuta. Confcommercio prevede infatti un aumento del Pil limitato allo 0,3% nel 2026 e allo 0,4% nel 2027, numeri ben lontani da una ripresa solida. Parallelamente, l’inflazione dovrebbe attestarsi intorno al 3,7% nel 2026 e al 3,5% nel 2027, erodendo ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.
Questa dinamica si traduce in una contrazione dei consumi, elemento chiave per l’economia italiana. Quando le famiglie spendono meno, infatti, si riduce anche la domanda interna, con effetti a catena su imprese, occupazione e crescita. Non a caso, le stime indicano anche una possibile perdita di circa 25.000 posti di lavoro entro il 2027.
Un dato che peggiora un quadro già preoccupante
Il quadro appare ancora più preoccupante se si considera che il potere d’acquisto in Italia era già inferiore rispetto ad altri grandi Paesi europei. Esiste un divario significativo rispetto a economie come Germania e Francia, legato soprattutto alla stagnazione della produttività e ai livelli salariali più bassi.
Alla base di questo peggioramento c’è soprattutto il caro energia, che si riflette sui prezzi di beni e servizi. L’aumento dei costi energetici, infatti, si trasmette lungo tutta la filiera produttiva, contribuendo a mantenere alta l’inflazione e comprimere i redditi reali.
In questo contesto, le prospettive economiche restano fortemente incerte. Molto dipenderà dall’evoluzione della crisi internazionale e dalla capacità di contenere i prezzi dell’energia. Senza interventi efficaci, il rischio è quello di un progressivo impoverimento delle famiglie e di un rallentamento strutturale dell’economia italiana nei prossimi anni.
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