Poste Italiane vale 14 miliardi per il Pil italiano

Nel 2025 il Gruppo ha sostenuto 182 mila posti di lavoro e 7 miliardi di redditi, accelerando anche su Spid, digitale ed e-commerce

Rinnovato il contratto nazionale di Poste Italiane: aumento di 230 euro e sperimentazione della settimana corta© Shutterstock

Nel 2025 Poste Italiane ha confermato il proprio ruolo centrale nell’economia nazionale, generando circa 14 miliardi di euro di Pil, pari a oltre mezzo punto percentuale del Prodotto interno lordo del nostro Paese. Questo è quanto emerge dall’ultima relazione finanziaria del Gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante, che evidenzia l’impatto finanziario, sociale e occupazionale dell’azienda sul sistema.

Secondo i dati diffusi, nel corso del 2025 l’attività del gruppo ha sostenuto oltre 7 miliardi di euro di redditi da lavoro e circa 182 mila posti di lavoro, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti lungo tutta la filiera economica. Si tratta di numeri che confermano la capacità dell’azienda di incidere non solo sul settore logistico e finanziario, ma anche su tutto il tessuto produttivo nazionale.

Il contributo alle finanze pubbliche è stato altrettanto significativo. Il Gruppo ha versato circa 2,6 miliardi di euro tra imposte e altre entrate fiscali destinate alle Pubbliche Amministrazioni. Dal 2018 a oggi, l’impatto complessivo generato da Poste Italiane ha superato i 104 miliardi di euro di Pil, accompagnati da 58 miliardi di redditi da lavoro e 18 miliardi di gettito fiscale.

Il processo di digitalizzazione

L’azienda continua inoltre a rafforzare la propria presenza nei servizi digitali e nei pagamenti elettronici. Nel 2025 il servizio Spid ha raggiunto quota 30 milioni di utenti, mentre crescono anche i ricavi legati ai servizi energetici e all’e-commerce. Rappresenta un mutamento notevole, in vista della transizione verso un modello sempre più orientato all’online.

La trasformazione del Gruppo, infatti, si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione e modernizzazione dell’Italia, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e delle strategie europee per l’innovazione e l’inclusione digitale.

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