La svolta green di Porsche rallenta: la casa automobilistica tedesca prevede di interrompere entro il 2030 la produzione della Taycan, il suo primo modello completamente elettrico. La notizia rappresenta un segnale importante sulla difficoltà del mercato premium nel sostenere i ritmi della transizione verso l’auto a batteria.
L’azienda avrebbe inoltre rinunciato al precedente progetto di trasferire la produzione della Taycan dallo stabilimento di Stoccarda a quello di Lipsia. La casa non ha commentato direttamente le indiscrezioni, mentre il ceo Michael Leiters a luglio aveva dichiarato che non erano previsti piani immediati per interrompere il modello.
Perché Porsche sta cambiando strategia
I numeri aiutano a comprendere la decisione in merito alle auto elettriche. Nel 2025 Porsche ha consegnato 16.339 Taycan, il 22% in meno rispetto alle 20.836 dell’anno precedente. Nello stesso periodo, le consegne complessive del marchio sono scese del 10,1%, a 279.449 vetture.
Il rallentamento della Taycan, però, non significa un abbandono dell’elettrico da parte di Porsche. Al contrario, la casa sta rivedendo tempi e composizione della propria strategia. Nel 2025 la quota di vetture esclusivamente elettriche sul totale delle consegne è salita al 22,2%, dal 12,7% del 2024, grazie soprattutto alla Macan. La quota dei modelli elettrificati, includendo anche gli ibridi plug-in, ha raggiunto il 34,4%.
Gli obiettivi futuri
La strategia ufficiale punta quindi su un portafoglio più flessibile, combinando motori endotermici, ibridi plug-in ed elettrici. La casa automobilistica riconosce che le aspettative sul mercato non si sono concretizzate come previsto e ha deciso di ricalibrare il ritmo di introduzione dei modelli BEV, tenendo maggiormente conto delle preferenze dei clienti.
La possibile uscita di scena della Taycan entro il 2030 diventa così il simbolo di una transizione meno lineare del previsto: per Porsche, il futuro dell’auto sportiva sarà elettrico, ma il percorso per arrivarci dovrà essere più graduale. Insomma, non si tratta certo di un abbandono, ma di adottare un piano più pensato e sostenibile nel lungo termine.
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