Pnrr, via libera Ue alla revisione italiana: 2,5 miliardi in ballo

Pnrr, all'Italia altri 12,8 miliardi dall’Europa© Shutterstock

La Commissione Ue ha dato il via libera alla proposta di revisione del Pnrr presentata dall’Italia. L’ok di Bruxelles rappresenta un passaggio importante per rimodulare alcune misure del Piano e indirizzare le risorse verso interventi considerati prioritari alla luce delle nuove esigenze economiche e produttive del Paese. Il percorso dovrà ora essere completato con l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dell’Unione europea, attesa entro la fine di agosto.

Ad annunciare la valutazione positiva della Commissione è stato il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti. La revisione punta, tra le altre cose, a rafforzare alcune misure destinate alla competitività delle imprese, alla riduzione dei costi energetici e allo sviluppo delle infrastrutture.

Gli obiettivi

Uno degli interventi più rilevanti riguarda proprio l’energia: circa 2,5 miliardi di euro vengono destinati a misure con l’obiettivo di ridurre i costi energetici e sostenere il sistema produttivo. La rimodulazione del Pnrr da parte dell’Ue comprende inoltre interventi nell’edilizia residenziale pubblica, nella transizione digitale e nel settore dei trasporti, con risorse destinate anche a nuovi progetti ferroviari.

La revisione arriva nella fase conclusiva dell’attuazione del Piano, il cui orizzonte temporale è fissato al 2026. La Commissione europea ricorda infatti che le riforme e gli investimenti dei Piani nazionali devono essere completati entro la fine di quest’anno.

Per l’Italia la posta in gioco è particolarmente elevata. Il Pnrr rappresenta uno dei principali strumenti di investimento pubblico degli ultimi anni e comprende riforme e interventi destinati a modernizzare infrastrutture, pubblica amministrazione, sistema energetico e servizi.

Secondo la documentazione europea, mantiene una dotazione di circa 71,8 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti, per un valore complessivo superiore ai 194 miliardi.  Il via libera di Bruxelles consente quindi di procedere verso l’ultima fase della revisione. Ora l’attenzione si sposta sul Consiglio Ue e, soprattutto, sulla capacità dell’Italia di trasformare rapidamente le modifiche approvate in investimenti concreti, rispettando scadenze e obiettivi fissati dal Piano.

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