Più controlli su Pos e scontrini: emergono 5,3 miliardi

Nei primi mesi dell’obbligo di allineamento tra registratori di cassa e pagamenti digitali registrati 115 milioni di scontrini in più

Più controlli su Pos e scontrini: emergono 5,3 miliardi© Shutterstock

L’obbligo di allineamento tra Pos e i registratori di cassa sta producendo i primi effetti nella lotta all’evasione fiscale. Nei primi mesi di applicazione della misura, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, sono emersi 5,3 miliardi di euro di imponibile aggiuntivo e sono stati registrati 115 milioni di scontrini in più rispetto ai livelli precedenti.

I dati sono stati illustrati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, durante un evento organizzato alla Camera per celebrare i 50 anni di Sogei. Il nuovo sistema consente di incrociare i corrispettivi elettronici con i pagamenti digitali, rendendo più difficile incassare tramite carte o applicazioni senza trasmettere i relativi dati al fisco.

Secondo Carbone, con l’entrata a regime dell’obbligo di abbinamento telematico tra registratori di cassa e Pos è aumentato il flusso dei corrispettivi trasmessi dalle attività commerciali. Il risultato viene considerato particolarmente rilevante perché contribuisce a rafforzare il rapporto tra amministrazione fiscale e contribuenti che rispettano le regole.

Più controlli su Pos e scontrini: i primi risultati

L’effetto della normativa viene attribuito soprattutto alla maggiore capacità di controllo garantita dall’integrazione dei dati digitali. La disponibilità di informazioni provenienti sia dai pagamenti elettronici sia dai corrispettivi consente infatti all’amministrazione finanziaria di svolgere analisi più efficaci sul rischio di evasione.

Nei conteggi presentati dall’Agenzia delle Entrate, i 5,3 miliardi di imponibile emerso rappresentano un risultato raggiunto in pochi mesi di applicazione della misura. Al 15 maggio, gli scontrini trasmessi al fisco hanno registrato una forte crescita rispetto al passato, segnale dell’efficacia del nuovo sistema di controllo. Il meccanismo punta inoltre a favorire l’adempimento spontaneo, poiché la maggiore tracciabilità delle operazioni rende più complesso sottrarsi ai controlli fiscali.

L’impatto sulla lotta all’evasione

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato l’efficacia dei nuovi strumenti digitali, evidenziando come questi meccanismi stiano contribuendo al contrasto dell’evasione fiscale. Leo ha inoltre ricordato che tra il 2023 e il 2025 sono stati recuperati oltre 100 miliardi di euro grazie all’attività di contrasto all’evasione: 31,4 miliardi nel 2023, 33,4 miliardi nel 2024 e il record di 36,2 miliardi nel 2025.

La macchina dei corrispettivi elettronici, gestita con il supporto di Sogei, consente oggi al fisco di confrontare in modo sempre più efficace i dati dei pagamenti digitali con quelli trasmessi dagli esercenti. Gli oltre 4 milioni di Pos attivi e la crescita degli incassi cashless rappresentano così una leva sempre più importante per far emergere basi imponibili non dichiarate.

Secondo Vincenzo Carbone, il risultato ottenuto è «estremamente positivo» perché contribuisce a rafforzare il patto sociale a beneficio dei contribuenti onesti e dell’intera collettività. Sullo sfondo resta l’obiettivo di utilizzare sempre di più dati e strumenti tecnologici per prevenire fenomeni evasivi e rendere più efficiente l’attività dell’amministrazione finanziaria.

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