Pirelli, i soci cinesi ricorrono al Tar contro il Golden Power

Pirelli, da fabbrica milanese a simbolo mondiale dei pneumatici© Shutterstock

I soci cinesi di Pirelli hanno avviato un’azione legale contro le misure imposte dal Governo Meloni nell’ambito del Golden Power, aprendo un nuovo capitolo nella complessa vicenda che coinvolge la governance del gruppo della Bicocca.

China National Tire & Rubber Corporation e la controllata Marco Polo International Italy hanno infatti notificato al Tar del Lazio due ricorsi contro il decreto del presidente del Consiglio del 10 aprile 2026 che ha introdotto una serie di limitazioni ai diritti dell’azionista cinese.

I dettagli della vicenda

La decisione dell’Esecutivo era arrivata dopo mesi di confronto tra gli azionisti italiani e il gruppo cinese controllato dal colosso statale Sinochem, principale socio dell’azienda italiana con una partecipazione del 34,1%. I soci cinesi di Pirelli hanno reagito dopo che il Governo ha esercitato i poteri speciali previsti dalla normativa sul Golden Power, ritenendo strategiche alcune attività della società. In particolare, si tratta di quelle legate alle tecnologie digitali e al sistema cyber tyre, che raccoglie ed elabora dati attraverso pneumatici intelligenti.

Tra le principali prescrizioni imposte da Palazzo Chigi figura la riduzione del numero di consiglieri esprimibili dall’azionista cinese: da otto a tre membri nel Consiglio di amministrazione. Inoltre, i rappresentanti riconducibili a Sinochem non possono ricoprire incarichi apicali come presidente, vicepresidente o amministratore delegato. Le limitazioni resteranno in vigore finché la quota detenuta dal gruppo cinese rimarrà superiore al 9,99%.

La risposta dalla Cina

Cnrc ha contestato il provvedimento definendolo discriminatorio e lesivo dei diritti degli azionisti, sostenendo che le restrizioni eccedano quanto necessario per la tutela degli interessi strategici nazionali. La scelta del ricorso al Tar rappresenta quindi il naturale sviluppo dello scontro già emerso nelle settimane successive all’adozione del decreto.

Pirelli ha comunque precisato che l’azione giudiziaria non avrà effetti immediati sulla gestione ordinaria della società né sull’assemblea degli azionisti prevista per il 25 giugno, chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028.

La vicenda viene osservata con particolare attenzione dagli operatori finanziari e dagli esperti di diritto societario. Secondo diversi osservatori, il caso rappresenta uno dei più significativi test per l’applicazione del Golden Power in Italia, insieme ai precedenti che hanno coinvolto settori strategici come telecomunicazioni, banche e infrastrutture. L’esito del contenzioso potrebbe contribuire a definire i confini futuri dell’intervento pubblico nelle società considerate rilevanti per la sicurezza economica e tecnologica del Paese.

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