Pil Italia 2026: Confindustria taglia le stime allo 0,5%, pesa la guerra in Iran

Istat, Pil in aumento: +0,3% nel primo trimestre 2025, l’inflazione sale al 2%© Shutterstock

Le prospettive economiche dell’Italia per il 2026 si fanno più incerte. Secondo le nuove stime di Confindustria, la crescita del Pil si fermerà allo 0,5%, in calo rispetto alle precedenti previsioni dello 0,7%. Un dato che riflette un quadro internazionale instabile, fortemente influenzato dalle tensioni geopolitiche e in particolare dal conflitto in Iran.

La previsione si basa su uno scenario definito “ottimistico”, che ipotizza una rapida conclusione della guerra entro il primo trimestre dell’anno. Tuttavia, se il conflitto dovesse protrarsi oltre, l’economia italiana rischierebbe una stagnazione già nei prossimi mesi. Nello scenario peggiore, con tensioni prolungate fino alla fine del 2026, si arriverebbe addirittura a una contrazione del Pil dello 0,7%.

Cosa incide sull’andamento del Pil dell’Italia

Uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dall’aumento dei costi energetici. Il prezzo dell’energia è già salito in modo significativo, passando da circa 106 a 170 euro per megawattora, con effetti diretti su imprese e famiglie. Questo incremento incide sulla competitività del sistema produttivo e si riflette sui prezzi finali, alimentando l’inflazione.

Secondo le stime, l’inflazione nel 2026 potrebbe raggiungere il 2,5%, rispetto all’1,5% del 2025. Ma anche in questo caso lo scenario potrebbe peggiorare. Con un conflitto prolungato, i prezzi potrebbero salire fino al 4,3%, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.

Confindustria: industria italiana in ripresa, ma molte sfide ancora aperte

Il quadro delineato da Confindustria è coerente con quello di altre istituzioni. Anche la Bce ha recentemente rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2026, evidenziando come la guerra incida negativamente su commercio, fiducia e prezzi delle materie prime. Allo stesso modo, analisi di mercato come quelle di Goldman Sachs segnalano un rallentamento generalizzato dell’economia europea.

Nonostante le difficoltà, si intravede una possibile ripresa del Pil in Italia nel 2027, con una crescita stimata intorno allo 0,6%. Tuttavia, molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario internazionale e dalla capacità dell’Europa di adottare misure comuni, soprattutto sul fronte energetico.

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