Pensioni italiane, il 97% sotto 750 euro: i dati Inps

Crescono le prestazioni, ma gli importi restano bassi: aumenti limitati e potere d’acquisto debole confermano la fragilità economica diffusa tra i pensionati

Scetticismo e solitudine: è quanto emerge sulle pensioni in base al Global Retirement Index 2024© Shutterstock

Nel 2026 il sistema previdenziale italiano continua a crescere nei numeri, ma non negli importi. Le pensioni in essere hanno superato quota 21,25 milioni, registrando un lieve aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente, stando ai dati diffusi dall’Inps.

Tuttavia, il dato più significativo riguarda il livello degli assegni. Il 97% degli importi si colloca sotto i 750 euro mensili, evidenziando una forte diffusione di trattamenti di importo medio-basso. Questo quadro conferma una criticità strutturale del sistema, già emersa negli anni precedenti, legata sia alla discontinuità delle carriere lavorative sia ai bassi salari su cui si basano i contributi.

Pensioni, i numeri diffusi dall’Inps

Nel dettaglio, l’Inps distingue tra pensioni previdenziali (79,2% del totale) e assistenziali (20,8%). La spesa complessiva per il 2025 ha raggiunto i 353,5 miliardi di euro, con una crescita sia per la componente previdenziale (+2,3%) sia per quella assistenziale (+5,6%). Si tratta di cifre che confermano il peso rilevante della spesa pensionistica sul bilancio pubblico italiano.

Un altro elemento chiave riguarda il potere d’acquisto. Nel 2026 gli assegni sono stati rivalutati di circa l’1,4%, in linea con l’inflazione, ma gli aumenti risultano contenuti: pochi euro al mese per le pensioni più basse. Per esempio, il trattamento minimo è salito a poco più di 611 euro mensili, con incrementi che difficilmente compensano il caro vita.

Il dato del 97% sotto i 750 euro riflette dunque una realtà complessa. Da un lato, un sistema ampio e capillare; dall’altro, una diffusa fragilità economica tra i pensionati. Non è una novità assoluta: già in passato si evidenziava come una larga parte degli assegni fosse sotto questa soglia, soprattutto nel settore privato.

Guardando al futuro, il tema della sostenibilità e dell’adeguatezza delle pensioni resta centrale. L’invecchiamento della popolazione e la riduzione della forza lavoro pongono interrogativi sulla tenuta del sistema, mentre cresce la necessità di interventi che garantiscano importi più dignitosi per le nuove generazioni di pensionati.

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