Rewe valuta la possibile vendita di Penny Market in Italia. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera nella giornata di domenica 24 maggio, il Gruppo tedesco starebbe considerando l’uscita dal mercato italiano oppure un ridimensionamento della propria presenza nel Paese attraverso la cessione totale o parziale della catena discount. Un’indiscrezione prontamente smentita dall’azienda*.
Oggi Penny Market conta quasi 500 supermercati sul territorio nazionale e un fatturato che, secondo alcune stime, si colloca poco sotto i 2 miliardi di euro. L’insegna è presente in Italia dal 1994, anno in cui nacque la joint venture tra Rewe ed Esselunga, con l’apertura del primo punto vendita a Cremona.
Possibile interesse di Lidl e Aldi
L’alleanza iniziale tra Rewe ed Esselunga era nata da un’intuizione di Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, che aveva intercettato l’arrivo del modello discount anche nel mercato italiano. Successivamente Esselunga decise però di proseguire autonomamente il proprio percorso di crescita, cedendo le quote al Gruppo tedesco.
Nel corso degli anni Rewe ha ampliato la propria presenza in Italia anche attraverso l’insegna Billa, acquisita da Standa. Nel 2014, però, il Gruppo ha ceduto l’intera rete Billa, con oltre 130 punti vendita distribuiti principalmente tra Carrefour e Conad.
Ora una scelta simile potrebbe riguardare anche Penny Market. Tra i potenziali interessati, secondo le valutazioni degli addetti ai lavori, ci sarebbero altri operatori tedeschi attivi nel segmento discount italiano come Lidl e Aldi.
Il mercato italiano della grande distribuzione
Un’eventuale acquisizione dell’intera rete rappresenterebbe però un cambio di strategia significativo soprattutto per Lidl, che finora ha privilegiato una crescita interna e operazioni mirate legate alle singole opportunità territoriali.
Anche le caratteristiche dei punti vendita potrebbero incidere sulle valutazioni dei potenziali acquirenti. I supermercati Penny Market hanno infatti dimensioni comprese tra 1.000 e 1.500 metri quadrati, considerate troppo contenute per catene come Esselunga e Conad.
La possibile uscita di Penny Market dall’Italia arriverebbe pochi mesi dopo la vendita della rete Carrefour al Gruppo Newprinces. Il mercato della grande distribuzione, infatti, sta attraversando una fase complessa caratterizzata dal calo demografico, dal rallentamento dei consumi e da una forte presenza di insegne soprattutto nelle aree urbane. Un contesto che, secondo il quotidiano, rende più difficile per alcune multinazionali mantenere elevati ritorni sugli investimenti.
La smentita dell’azienda*
In seguito alla pubblicazione dell’articolo del Corriere della Sera, Penny Italia ha diffuso una nota ufficiale in cui smentisce l’ipotesi di una vendita della rete italiana. Nella nota dell’azienda si afferma che “Penny Italia non è oggetto di alcuna vendita’ e che il Gruppo Rewe conferma il proprio impegno strategico nel mercato italiano.
La società, inoltre, sottolinea di essere attualmente impegnata in un percorso strutturato di sviluppo e trasformazione, supportato da investimenti nella modernizzazione della rete vendita, nell’ottimizzazione della logistica, nella sostenibilità ambientale e in nuove aperture già pianificate per l’anno in corso.
*Articolo aggiornato il 25 maggio alle ore 16:37
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