Panetta: l’AI può far crescere la produttività oltre l’1%

Per Bankitalia l’effetto positivo dovrebbe emergere nel lungo periodo. Nel breve, investimenti, energia e capacità di calcolo possono spingere i prezzi

Panetta: l’AI può far crescere la produttività oltre l’1%Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta© Banca d'Italia

L’intelligenza artificiale potrebbe aumentare di oltre un punto percentuale all’anno la crescita della produttività del lavoro in Italia, ma nel breve periodo la corsa agli investimenti rischia di esercitare pressioni sui prezzi. È il quadro tracciato dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, intervenuto alla decima Conferenza annuale di ricerca della National Bank of Ukraine e della Narodowy Bank Polski.

Secondo Panetta, l’AI generativa è destinata a incidere su produttività, crescita, mercato del lavoro, imprese, mercati finanziari e sistemi di pagamento. Nel lungo periodo il principale effetto positivo dovrebbe arrivare proprio dalla produttività, anche se “la tempistica, l’entità e la trasmissione di questi effetti sono altamente incerte”.

Nel breve termine, gli investimenti legati all’AI stanno già aumentando la domanda di capacità di calcolo, energia e lavoro specializzato. Finché l’offerta non riuscirà a tenere il passo, ha spiegato Panetta, queste pressioni “potrebbero far salire i prezzi relativi e l’inflazione”. La tecnologia agisce quindi contemporaneamente sul lato dell’offerta e su quello della domanda, rendendo più complessa la valutazione degli effetti per la politica monetaria.

Il cambiamento ha già effetti concreti anche sui conti delle banche. Su Il Sole 24 Ore, riprendendo un sondaggio di S&P Global Ratings su 179 istituzioni finanziarie, si riferisce che gli istituti prevedono risparmi fino al 4% della base costi nel 2026 e tra il 6% e l’8% entro il 2028. Prima di arrivare a questi benefici, però, gli investimenti continueranno a salire: la spesa per l’AI dovrebbe passare dallo 0,7% della base costi nel 2026 a circa l’1,2% nel 2028. Oggi solo l’8% dei progetti risulta pienamente integrato nell’intera organizzazione.

Panetta ha richiamato anche il ritardo europeo rispetto agli Stati Uniti, precisando però che il divario “non è inciso nella pietra”. I Paesi capaci di integrare più rapidamente l’AI potrebbero ottenere vantaggi duraturi di produttività, conquistare maggiori quote sui mercati globali e attrarre più investimenti e capitali; quelli più lenti rischierebbero invece una perdita di competitività relativa. Le banche centrali sono chiamate quindi a un adeguamento di modelli economici, strumenti di vigilanza e infrastrutture di pagamento. “Le banche centrali non possono rimanere in disparte”, ha affermato Panetta, indicando come riferimenti da preservare la stabilità dei prezzi, la stabilità finanziaria e la fiducia nella moneta.

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