Panetta invita la Bce alla prudenza: “No a nuovi maxi rialzi dei tassi come nel 2022”

Fabio Panetta (Bankitalia): guerra in Medio Oriente pesa su crescita e inflazione© Shutterstock

La Bce dovrà affrontare i prossimi mesi con un approccio equilibrato, evitando sia di sottovalutare gli shock inflazionistici sia di ripetere la rapida stretta monetaria adottata nel 2022: è il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, alla conferenza internazionale ChaMP, dedicata alle nuove sfide della politica monetaria.

Secondo Panetta, l’attuale contesto economico è profondamente diverso rispetto a quello che aveva spinto la Banca centrale europea ad aumentare rapidamente i tassi di interesse per contrastare l’impennata dell’inflazione causata dalla crisi energetica. “Non ci troviamo nella stessa situazione del 2022”, ha sottolineato il governatore, ricordando che oggi la domanda interna è più debole e i tassi di interesse reali risultano già significativamente più elevati. Per questo motivo, una nuova serie di maxi rialzi rappresenterebbe un errore di politica monetaria.

La visione di Fabio Panetta

Panetta ha inoltre evidenziato come le decisioni della Bce, e delle banche centrali in generale, non possano basarsi esclusivamente sulle previsioni economiche tradizionali. In un contesto internazionale segnato da elevata incertezza, è necessario valutare anche scenari alternativi che tengano conto dell’evoluzione dei prezzi dell’energia, delle tensioni geopolitiche, delle catene globali di approvvigionamento, della produttività e delle condizioni dei mercati finanziari.

Nel suo intervento, il governatore ha richiamato l’attenzione sulla cosiddetta “grande riconfigurazione” dell’economia mondiale. Fattori come la frammentazione geopolitica, la diffusione dell’intelligenza artificiale, la finanza digitale, l’invecchiamento della popolazione e la transizione climatica stanno modificando strutturalmente il contesto in cui operano famiglie, imprese e governi. In questo scenario, gli shock economici rischiano di diventare più frequenti e meno prevedibili rispetto al passato.

Le prospettive per il futuro

Le prospettive dell’Eurozona, secondo Panetta, restano infatti fragili. Se da un lato persistono rischi di rialzo dell’inflazione, dall’altro permangono segnali di rallentamento della crescita economica. Questa combinazione rende indispensabile una politica monetaria flessibile, capace di adattarsi all’evoluzione dei dati senza seguire percorsi prestabiliti.

L’intervento del governatore si inserisce nel dibattito sul futuro delle decisioni della Bce in una fase in cui l’inflazione si è progressivamente ridimensionata rispetto ai picchi del biennio 2022-2023, ma le incertezze legate all’economia globale rimangono elevate. Il messaggio è chiaro: preservare la stabilità dei prezzi resta l’obiettivo prioritario, ma senza compromettere una ripresa economica ancora vulnerabile attraverso interventi eccessivamente restrittivi.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata