Pandora ha annunciato l’introduzione di gioielli placcati in platino, una novità destinata ad ampliare la gamma dei metalli utilizzati dal Gruppo e a rispondere alle crescenti pressioni sui costi delle materie prime.
L’operazione si inserisce in una strategia di diversificazione del portafoglio, che mira a ridurre la dipendenza dall’argento sterling, in una fase di forte instabilità dei mercati delle commodity. Negli ultimi mesi, infatti, l’aumento dei prezzi di argento e oro ha messo sotto stress i modelli di costo dell’intero settore della gioielleria.
Una nuova tecnica di placcatura
Alla base dell’introduzione del platino c’è una nuova tecnica di placcatura sviluppata internamente, che utilizza un nucleo in lega metallica già impiegato dal gruppo per altri prodotti. Il processo consente di applicare il platino mantenendo standard qualitativi elevati e lavorazioni artigianali, estendendo così al nuovo metallo metodi produttivi già consolidati.
Secondo Pandora, questa innovazione permette di combinare estetica raffinata e durata nel tempo, rendendo i gioielli adatti a essere indossati anche in condizioni che normalmente accelerano l’usura dei metalli, come l’esposizione all’acqua o l’attività fisica.
Lancio graduale e focus sulla sostenibilità
Il debutto commerciale è previsto nel primo trimestre 2026, con una selezione limitata di bracciali placcati in platino distribuiti in 30 negozi e sull’e-commerce del Nord Europa. Questa fase pilota servirà a valutare l’estensione dell’offerta, in vista di un lancio globale nella seconda metà del 2026, che includerà anche altri bracciali e una selezione di charm.
Sul piano ambientale, Pandora ricorda che dal 2024 utilizza argento e oro riciclati al 100% per la produzione dei suoi gioielli. Nei prossimi anni il gruppo prevede di estendere progressivamente l’impiego di metalli riciclati, incluso il platino, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale.
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