“L’Europa nel 2025 ha perso un milione di lavoratori per colpa dei prodotti cinesi”. Dal Festival dell’Economia di Trento, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini ha lanciato un duro allarme sulla competitività industriale europea, chiedendo una risposta comune dell’Unione.
Secondo Orsini, la crescita delle esportazioni cinesi e il sostegno pubblico garantito alle aziende di Pechino stanno mettendo sotto pressione interi settori produttivi europei. Il presidente di Confindustria ha ricordato che chi produce in Cina riceve aiuti statali pari al 30% per conquistare nuovi mercati e che il saldo positivo dell’export cinese nel mondo ha raggiunto i 1.200 miliardi.
Orsini: l’Europa deve unirsi
Nel mirino di Orsini ci sono soprattutto automotive ed elettrodomestici. “Per i televisori la Cina è prima, per le lavatrici anche”, ha detto il numero uno degli industriali, sottolineando la necessità di difendere l’intera filiera produttiva europea.
Per Orsini, l’Europa non può limitarsi a fare “l’arbitro con il fischietto” mentre Stati Uniti e Cina competono sui mercati globali. La richiesta è quella di costruire politiche economiche comuni a sostegno di imprese e industria. Tra le priorità indicate dal presidente di Confindustria c’è anche il tema dell’energia. Costi troppo elevati, ha spiegato, rischiano di spingere le produzioni fuori dall’Europa. Per questo ha rilanciato la necessità di un mercato energetico europeo unico.
© Riproduzione riservata
Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images




