Il mercato italiano degli orologi da polso chiude il 2025 senza scosse, confermando una sostanziale tenuta in un contesto economico complesso. Il valore complessivo si attesta a circa 1,87 miliardi di euro, con una lieve flessione dell’1% rispetto al 2024.
Dietro questa stabilità si nasconde però un’evoluzione strutturale del settore: si vendono meno pezzi, ma a prezzi medi più elevati. Un trend che si consolida nel periodo post-Covid e che mantiene il giro d’affari su livelli costanti.
Mercato orologi in Italia: meno pezzi, più valore
Secondo i dati presentati a Milano da Assorologi, nel 2025 sono stati acquistati poco più di 5 milioni di orologi, in calo del 3,8% su base annua. Allo stesso tempo, il valore complessivo degli acquisti ha registrato un leggero aumento, raggiungendo 1,29 miliardi di euro (+0,8%).
Il canale delle orologerie mostra una dinamica più stabile nei volumi, con circa 3,2 milioni di pezzi venduti, ma con un valore in lieve contrazione a poco più di 1 miliardo di euro (-1,4%).
Il quadro che emerge è quello di un mercato che “tiene”, ma senza una vera crescita, sostenuto da una progressiva premiumizzazione dell’offerta.
Online in calo, gioiellerie leader
Tra i cambiamenti più evidenti c’è l’evoluzione dei canali di acquisto. Dopo il boom registrato durante la pandemia, l’online ha avviato una fase di ridimensionamento, stabilizzandosi al 34% a quantità e al 24,3% a valore.
Le gioiellerie restano il principale punto di riferimento per i consumatori, pur in graduale erosione: rappresentano il 40% delle vendite a quantità (dal 43% del 2024) e il 53% a valore (dal 56%).
Smartwatch e “secondo polso”: un mercato che evolve
Il segmento degli smartwatch continua a espandersi, anche se con ritmi contenuti. Nel 2025 si stimano circa 2,6 milioni di acquisti, sostanzialmente stabili (+0,2%).
Questo tipo di prodotto si diffonde sempre più anche tra il pubblico femminile e tra gli over 35. Internet si conferma il canale dominante per questi acquisti, con il 53% delle transazioni, mentre tra i player spicca Amazon con il 38%.
Sul fronte dei canali fisici, prevalgono i negozi di elettronica (29%), mentre resta marginale il ruolo delle orologerie tradizionali e dei negozi monomarca (entrambi al 4%).
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dal cosiddetto “secondo polso”, che si configura come un vero e proprio mercato parallelo: pesa per l’11% nel comparto tradizionale e per il 9% negli smartwatch.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




