Original Marines passa a Pamaf: salvi 1.700 posti

La holding di Antonio Bernardo garantisce continuità aziendale, rete vendita e occupazione. Urso: nuove prospettive di crescita

Original Marines passa a Pamaf: salvi 1.700 posti© Shutterstock

Via libera all’acquisizione di Original Marines da parte della holding Pamaf, guidata dall’imprenditore Antonio Bernardo. L’operazione riguarda lo storico marchio italiano dell’abbigliamento per bambini ed è stata annunciata nel corso del tavolo al Mimit, con l’obiettivo di garantire continuità aziendale e occupazionale.

La nota del ministero indica il mantenimento del brand, della rete dei punti vendita e dei livelli occupazionali, con il coinvolgimento di circa 1.700 lavoratori, tra dipendenti della rete commerciale e addetti alle altre strutture aziendali.

Il rilancio del marchio

Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si tratta di “un’operazione significativa per il rilancio dell’azienda e per la tutela dei 1.700 lavoratori coinvolti, che salvaguarda un marchio storico del Made in Italy, garantisce continuità aziendale e occupazionale e conferma che, con solide soluzioni industriali, è possibile rilanciare aziende strategiche e creare nuove prospettive di crescita”.

L’ingresso di Original Marines nel portafoglio di Pamaf arriva a pochi mesi dall’acquisizione del Gruppo Kasanova, confermando la volontà della holding di investire nel rafforzamento di importanti realtà del panorama imprenditoriale italiano.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, sul piano industriale è stato confermato anche il percorso di razionalizzazione della rete commerciale, che prevede la chiusura di 30 punti vendita tra giugno 2025 e dicembre 2026. Per tutto il personale sarà garantita la ricollocazione entro un raggio massimo di 50 chilometri dalla residenza.

Il ruolo del Mimit nelle crisi aziendali

Il rilancio di Original Marines si inserisce, secondo il ministero, nel percorso dei 40 accordi già raggiunti dall’inizio della legislatura, che hanno consentito di ridurre a 43 i tavoli di crisi industriale ancora aperti al Mimit.

La nota richiama inoltre le vertenze concluse con esito positivo, tra cui Riello, La Perla, Piaggio Aerospace, Tecnomeccanica, Lear Corporation, AC Boilers, Hiab, Venator e Dema. In questo quadro, il ministero rivendica la prosecuzione dell’azione di salvaguardia e rilancio degli asset strategici del sistema produttivo nazionale, favorendo soluzioni industriali capaci di garantire continuità aziendale, tutela dei livelli occupazionali e nuove prospettive di crescita e sviluppo.

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