OpenAI spinge sull’AI e firma con Amazon un accordo da 38 miliardi

La società guidata da Sam Altman punta sull’infrastruttura di AWS per alimentare la prossima generazione di modelli di intelligenza artificiale

Il Ceo di OpenAI, Sam AltmanPhoto by Justin Sullivan/Getty Images

OpenAI ha firmato un contratto da 38 miliardi di dollari con Amazon Web Services, garantendosi così l’accesso alla potenza di calcolo dei data center del colosso di Seattle per i prossimi sette anni. Si tratta della prima collaborazione tra le due società, e rappresenta una svolta strategica per l’azienda che sviluppa ChatGpt, storicamente legata all’infrastruttura cloud di Microsoft Azure.

L’accordo consente a OpenAI di utilizzare chip Nvidia di ultima generazione e i processori Trainium di Amazon per sviluppare modelli di intelligenza artificiale autonoma, capaci di completare compiti senza supervisione. L’accordo con Amazon consente alla società guidata da Sam Altman di diversificare i suoi fornitori, rompendo di fatto l’esclusiva con Microsoft e riducendo la dipendenza da un unico partner tecnologico. Microsoft, che detiene ancora il 27% della società per un valore stimato di 135 miliardi, aveva già rinunciato all’esclusiva sul cloud lo scorso gennaio.

Il contratto con Amazon rappresenta solo uno dei tanti tasselli di una strategia ambiziosa: OpenAI ha firmato nel solo 2025 accordi per un valore potenziale di oltre 560 miliardi di dollari. Tra i partner principali figurano anche Oracle (con un’intesa da 300 miliardi), Nvidia (con una lettera d’intenti da 100 miliardi) e AMD, che potrebbe diventare azionista fino al 10%.

Aws rilancia nella corsa all’intelligenza artificiale

Per Amazon, il contratto con OpenAI è un successo strategico. La divisione Aws ha registrato una crescita dei ricavi del 20% nell’ultimo trimestre, il miglior dato dal 2022, e il titolo ha toccato un nuovo massimo storico in Borsa. L’accordo rafforza la sua posizione nella corsa all’intelligenza artificiale, dove finora Microsoft e Google avevano accelerato grazie a investimenti anticipati.

Amazon continua anche a investire su Anthropic, rivale di ChatGpt, nel cui capitale ha già versato 8 miliardi di dollari. Intanto, OpenAI ha anche una collaborazione in corso con Google Cloud, e sta costruendo propri centri dati, come il progetto Stargate, per ridurre ulteriormente la dipendenza dai fornitori esterni.

L’accelerazione di OpenAI nella stipula di contratti e alleanze solleva interrogativi crescenti tra gli analisti. OpenAI, oggi valutata 500 miliardi di dollari, brucia attualmente circa 10-12 miliardi a trimestre e ha incassato finora ricavi annualizzati per 3 miliardi, con l’obiettivo ambizioso di arrivare a 100 miliardi entro il 2027. Un ritmo che molti considerano insostenibile.

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