L’Ocse rivede al rialzo le stime sulla crescita del Pil in Italia nel 2026. Secondo le nuove Prospettive economiche intermedie pubblicate il 23 settembre, il dato economico dovrebbe aumentare dello 0,9%, contro il +0,5% previsto nell’Outlook di giugno. Per il 2027, invece, la previsione resta allo 0,6%.
La revisione arriva dopo una prima parte dell’anno più solida rispetto alle attese. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sottolinea la maggiore resilienza mostrata dall’economia italiana, sostenuta anche dalla revisione al rialzo dei dati sul primo trimestre e dal buon andamento del secondo. Nel secondo trimestre il Prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.
I fattori che incidono sul Pil
Il quadro resta tuttavia caratterizzato da diversi fattori di rischio che condizionano anche il Pil in Italia: l’Ocse indica in particolare l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e le conseguenze sui mercati energetici. Un nuovo aumento dei prezzi di petrolio e gas potrebbe alimentare l’inflazione, incidendo sui costi delle imprese e sulla capacità di spesa delle famiglie. Al contrario, una normalizzazione più rapida dei mercati dell’energia potrebbe ridurre le pressioni sui prezzi e sostenere l’attività economica.
Anche il commercio internazionale rappresenta un elemento di incertezza. Secondo l’Organizzazione, i continui cambiamenti nelle politiche commerciali, tra dazi e restrizioni alle esportazioni, aumentano l’incertezza e possono creare nuove difficoltà per le catene di approvvigionamento.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione italiana è stimata al 3% nel 2026, per poi scendere al 2,6% nel 2027. La dinamica resta quindi legata soprattutto all’andamento delle materie prime energetiche.
Le stime future dell’Ocse
La traiettoria prevista dall’Ocse conferma comunque una crescita moderata. Per sostenere il potenziale nel medio periodo, l’organizzazione richiama l’importanza di investimenti, produttività, competenze e riforme strutturali. Un ruolo può inoltre arrivare dall’attuazione del Pnrr, che secondo le precedenti valutazioni dell’istituto sostiene gli investimenti pubblici e l’attività nei settori collegati alle infrastrutture e alla costruzione. Centrale resta anche il consolidamento dei conti pubblici.
Nel confronto internazionale, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico prevede una crescita dell’area euro dell’1% sia nel 2026 sia nel 2027, mentre il Pil mondiale dovrebbe aumentare del 2,9% quest’anno e del 3% il prossimo. Per l’Italia, dunque, la revisione è positiva, ma le prospettive restano condizionate dall’energia, dagli scambi internazionali e dal quadro geopolitico.
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