Il debutto europeo degli occhiali intelligenti sviluppati da Meta Platforms in collaborazione con Ray-Ban di EssilorLuxottica rischia di subire un rinvio significativo. Il lancio dei nuovi dispositivi con display integrato potrebbe essere ostacolato dalle normative dell’Ue, in particolare quelle relative alle batterie e all’intelligenza artificiale.
Il prodotto, già introdotto nel mercato nordamericano, era atteso in Europa entro il primo trimestre del 2026. Tuttavia, le stringenti regole stanno complicando i piani delle aziende coinvolte.
Perché gli occhiali intelligenti di Meta non sbarcano in Europa
Una delle principali criticità riguarda la normativa che impone, entro il 2027, l’adozione di batterie rimovibili nei dispositivi elettronici venduti nell’Ue. Una misura pensata per favorire sostenibilità e riciclo, ma che si rivela difficile da applicare a prodotti compatti e altamente integrati come gli occhiali intelligenti.
Integrare uno sportello per batterie removibili, infatti, richiede spazio aggiuntivo e può compromettere design, autonomia e prestazioni degli occhiali ideati da Ray-Ban. Proprio per questo, Meta ed EssilorLuxottica sarebbero in trattativa con le autorità europee per ottenere un’esenzione specifica per questa categoria di dispositivi.
A complicare ulteriormente lo scenario è il quadro normativo sull’intelligenza artificiale, sempre più stringente in Europa. Le funzionalità AI rappresentano uno degli elementi distintivi degli occhiali smart, consentendo interazioni avanzate, assistenza vocale e capacità visive aumentate. Limitare o modificare queste caratteristiche per conformarsi alle regole europee potrebbe ridurre l’attrattività del prodotto sul mercato.
Non è il primo caso per le big tech
Non è la prima volta che le big tech si scontrano con la regolamentazione europea. Anche Apple ha dovuto ritardare o adattare il lancio di alcune funzionalità, come quelle legate alla piattaforma Apple Intelligence, proprio per rispettare le normative Ue.
Il caso degli occhiali smart evidenzia il crescente divario tra innovazione tecnologica e regolamentazione. Da un lato, l’Unione europea punta a tutelare consumatori e ambiente; dall’altro, le aziende temono che vincoli troppo rigidi possano frenare lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie.
Il rischio concreto è che l’Europa diventi un mercato secondario per l’innovazione, con prodotti lanciati in ritardo o in versioni limitate rispetto ad altre aree del mondo.
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