Nvidia entra nella storia della finanza mondiale. Il colosso americano dei semiconduttori è diventato la prima società quotata a superare i 5.500 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, consolidando ulteriormente il proprio dominio nell’economia globale dell’intelligenza artificiale. Il rally del titolo è stato alimentato dalla crescente domanda di chip AI e dalle aspettative di nuovi accordi commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Fondata nel 1993 come azienda specializzata in schede grafiche per videogiochi, oggil’azienda rappresenta il cuore tecnologico della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Le sue Gpu vengono utilizzate nei data center di aziende come Microsoft, Meta, Amazon e Google per addestrare modelli di intelligenza artificiale generativa sempre più avanzati. Solo nel quarto trimestre fiscale, ha registrato ricavi per oltre 68 miliardi di dollari, con una crescita annua superiore al 70%, trainata quasi interamente dal business dei data center.
A sostenere il titolo nelle ultime sedute sono state anche le indiscrezioni su un possibile allentamento delle restrizioni americane all’export di chip avanzati verso la Cina. Secondo Reuters e diversi media finanziari, Washington avrebbe autorizzato la vendita di chip H200 ad alcune grandi aziende cinesi, tra cui Alibaba e Tencent. Un mercato che, secondo il ceo Jensen Huang, potrebbe valere fino a 50 miliardi di dollari per Nvidia.
Tutti i dati sul balzo di Nvidia
La crescita della società sta assumendo dimensioni senza precedenti. La capitalizzazione di Nvidia supera ormai il Pil annuale di economie come Germania e Giappone, confermando il peso sempre maggiore delle big tech nei mercati globali. Alcuni analisti parlano apertamente di una nuova “superpotenza finanziaria” costruita attorno all’intelligenza artificiale.
Non mancano però i timori legati a una possibile bolla speculativa. Il valore raggiunto dall’azienda dipende fortemente dalla capacità dell’azienda di mantenere la leadership tecnologica in un settore dove la concorrenza si sta intensificando rapidamente. Amazon, Google e Microsoft stanno infatti investendo miliardi nello sviluppo di chip proprietari per ridurre la dipendenza dal gruppo americano.
Gli investitori guardano ora ai prossimi risultati trimestrali, che potrebbero rappresentare un nuovo banco di prova per capire se la corsa dell’AI continuerà a sostenere valutazioni record o se il mercato inizierà a ridimensionare le aspettative.
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